sabato 15 novembre 2014

La Matrix, il Complottismo e l’Essere Umano

In questo post si tratteranno in dettaglio alcune regole basiche per incrementare il potere interiore e la consapevolezza. Inizieremo quindi un percorso irriverente, denso di informazioni scomode che inevitabilmente provocheranno a qualcuno un certo fastidio, pertanto se decidete di proseguire nella lettura, fatelo sapendo che l’intento non è quello di convincere chi è privo dei due elementi sopracitati ma di confermare a chi è già sulla buona strada ciò che intimamente ha sempre riconosciuto. Vista la portata degli argomenti esposti, sconsiglio inoltre a chi è abituato alle rapide interpretazioni di proseguire con la pretesa di comprendere.
LA MATRIX
La vita è delineata da un insieme di esperienze, non sempre positive come molti ormai avranno capito. Imbrigliarla, far si che viverla diventi un cammino felice e denso di significato non è cosa da tutti e dipende fondamentalmente dall’approccio personale e, più in grande, dall’orientamento della società che, come vedremo, spesso condiziona il singolo. Fin qui tutto abbastanza noto. Ma quanti approcci esistono alla vita, o meglio, in quanti modi possiamo viverla? In verità solo in due modi: consapevolmente, imparando a gestire la realtà e scegliendo la via migliore per noi stessi, consci che tale via spesso non è priva di resistenze e di ostacoli, o inconsapevolmente, seguendo la via che altri scelgono per noi, uniformandoci alla tendenza dalla maggioranza. Ma chi crea queste tendenze? Un’entità che chiameremo convenzionalmente “Matrix”, ispirandoci all’omonimo film. Mi spiegherò meglio. La Matrix è il sistema sociale in cui viviamo. Un ingegnoso meccanismo in grado di pilotare le coscienze, un sistema che esiste grazie al consenso e che si assicura tale consenso procacciandoselo in qualsiasi modo, essenzialmente senza destare sospetti sui fini che si prefigge.
Esistono due fondamentali modelli di sistema, quello socialista che nega la libertà di scelta e quello capitalista che schiavizza. Quest’ultimo, a ben pensarci, esprime la nostra condizione. La menzogna e la disinformazione sono mezzi molto efficaci per vendere ad esempio un certo prodotto e per riuscire nell’intento occorre creare il mito non solo della sua utilità ma anche della sua insostituibilità. In sostanza, che si tratti di prodotti o di altro, sono molto più utili dei consumatori fedeli che dei consumatori consapevoli. Il motto diventa quindi: “se noi lo produciamo, voi dovete comprarlo” o anche “se noi lo diciamo, voi dovete crederci”. Il sistema è molto intelligente ed esso ci usa mentre crediamo di godere dei suoi frutti. L’obiettivo è creare un bisogno che porti a desiderare ciò che è vantaggioso per il sistema stesso e tutto viene poi mantenuto grazie a rapporti di dipendenza che di solito si fissano con la ripetizione.
Le “merci” che ci circondano sono prodotte non tanto perché senza di esse non ci si potrebbe arrangiare, ma perché qualcuno le produce, qualcun’altro le vende e tutti hanno bisogno di trarne dei profitti. Siamo ostaggi di questo meccanismo e come in una fattoria mangiamo quello che ci danno o facciamo quello che ci dicono di fare. Il comando che ci viene dettato subliminalmente è simile al seguente: “siediti al tuo posto di lavoro e sacrificati se viene richiesto. Crea i prodotti del sistema e consuma quello che ti fornisce. Rispetta le regole e fai come fanno tutti. Se tutti lo fanno, lo pensano, allora è giusto. Non farti venire in mente di abbandonare le file, saresti un diverso, l’importante è solo che tu sia connesso e che usi i gadget che ti fanno sentire parte del sistema. Non cercare altre strade, non farti strane domande, non ne hai bisogno, verrai diretto poiché il tuo compito è eseguire gli ordini formando in te stesso i necessari riflessi condizionati che ti rendono un bravo ingranaggio. Non ti serve più energia ma solo quella sufficiente a fare funzionare tutto secondo i piani del sistema. Lasciati controllare, segui i modelli che ti vengono dati e obbedisci”.
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tratto da “Essi vivono” di J. Carpenter
Va da sé che chi osa anche solo trasgredire di poco viene subito bollato, denigrato o deriso a meno che non ci si possa servire di lui producendo reazioni che potrebbero tornare utili al disegno globale. Signori, come avrete intuito, siamo tutti in un bel pasticcio! Esistono tuttavia dei modi per convivere con il sistema senza trasformarsi in un cyborg dalla personalità piatta e conformata. Per riprendere il controllo di se stessi è necessario mantenersi consapevoli. Qualcuno potrebbe obiettare che in una collettività non c’è altro modo di vivere la vita anche se in realtà sarebbe più corretto dire che non ci sono state date altre vie e che pertanto non abbiamo idea di quali potrebbero essere le alternative. Tutto sembra filare liscio così com’è e gli “effetti collaterali” che osserviamo e a cui siamo diventati ormai insensibili sono dopotutto il prezzo da pagare. Nulla di più falso. Ma procediamo per gradi.
L’obnubilazione della coscienza umana è già ad uno stadio avanzato ed è la modalità preferita dalla Matrix per influenzare e dirigere la massa. Ciò avviene di norma attraverso l’informazione, il cibo e le condizioni ambientali. Premetto che spiegare certe faccende in modo semplice e diretto non sarà un’impresa facile, in ogni caso, vale la pena tentare se questo può essere d’aiuto anche solo a pochi, dato che solo una minoranza di individui sarà in grado di recepire simili informazioni, così come sempre una minoranza di individui già se ne serve per manipolare e pilotare la maggioranza. Su quest’ultimo gruppo sono già state spese molte parole e non è il caso di affrontare nuovamente la questione, come ripeto, chi sta leggendo queste righe, con molta probabilità, conosce l’entità del problema o ne ha comunque un barlume. Prima di scendere in particolari però occorre affrontare un altro tema, piuttosto attuale e controverso.
IL COMPLOTTISMO
Complottismo e complottista sono dei neologismi oggi molto utilizzati di cui troviamo traccia sui principali dizionari con un’accezione che, guarda caso, ne inficia i propositi. L’editore Hoepli, ad esempio, lo definisce come “la tendenza a vedere complotti dappertutto, anche senza fondamento, che spesso si manifesta come fissazione e mania”; Wikipedia si esprime in merito confermando che “si tratta di una definizione che ha origine nella cultura americana e che negli anni recenti si è diffusa in varie parti del mondo per fare riferimento a un’ampia classe di costruzioni ipotetiche dove la fantasia ha un ruolo dominante. Queste teorie solitamente attribuiscono la causa di un evento all’azione di cospiratori, offrendo spesso una ricostruzione artefatta degli avvenimenti, con accuse di insabbiamento delle indagini nei confronti delle istituzioni preposte”; ancora l’Enciclopedia Treccani definisce chi lo sostiene come “chi o che ritiene che dietro molti accadimenti si nascondano cospirazioni, trame e complotti occulti”.
Insomma, tutto lascia intendere che chi si interessa di tali teorie o tenta di indagare sulla realtà ufficializzata dal sistema sia una sorta di trasgressore, un sovversivo, un fomentatore, un essere degno di disprezzo. Ora, non so chi di voi ricorda l’opera di George Orwell, 1984, ma tutto questo a me suona tanto di neolingua. Nello scenario orwelliano il fine specifico della neolingua non è solo quello di fornire, a beneficio degli adepti dell’ideologia dominante, un mezzo espressivo che sostituisce la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Una volta che la neolingua fosse stata radicata nella popolazione e la vecchia lingua completamente dimenticata, ogni pensiero eretico (cioè contrario ai principi del sistema) sarebbe divenuto letteralmente impossibile, almeno per quanto attiene a quelle forme speculative che derivano dalle parole.
Invito caldamente, in special modo i sostenitori delle versioni ufficiali (per par condicio denominati convenzionalisti), a guardare fino alla fine un filmato davvero eloquente che centra la questione e forse vale più delle mie parole. L’autore Mason Massy James affronta il dibattito sul complottismo con rara e fredda lucidità. A voi le dovute considerazioni.: link video: https://www.youtube.com/watch?v=vQR2FmP7WVo
Per contro, parallelamente al complottista, nasce un’altra figura ad esso contrapposto e ormai ugualmente nota al popolo di internet, il debunker (altro neologismo). Vediamo come lo definisce questa volta Wikipedia: “un debunker (in italiano demistificatore) è un individuo che mette in dubbio e smaschera affermazioni false, esagerate, anti-scientifiche o pretenziose. I debunker spesso focalizzano la loro attenzione sui fenomeni ufologici, affermazioni sul paranormale, medicina alternativa, eventi miracolistici, ricerche compiute al di fuori del metodo scientifico o solamente pseudoscientifiche. Il termine debunker è attribuito a chi esplica la propria attività di “smascheratore” attraverso ricerche, scritti (articoli o libri), conferenze e seminari, o si cimenta comunque in attività con lo specifico intento di appurare la validità di affermazioni dubbie, strane o anomale. Debunking è l’atto del confutare, basandosi generalmente su metodologie scientifiche, un’affermazione o ipotesi”.
Non notate niente di strano? Per quanto sia indubbiamente legittimo che esista sempre l’opportunità di operare un confronto atto a evitare fraintendimenti o che chicchessia diffonda a priori la sua versione dei fatti senza alcun fondamento, questo personaggio emblematico che dovrebbe occuparsi, in un certo senso, di verificare una data realtà, appare già da una prima lettura come un paladino della giustizia, un’autorità che si prefigge di ristabilire l’equilibrio. Ma siamo davvero certi dell’imparzialità di un debunker? Non potrebbe essere lui il vero “disinformatore”, colui che invece difende a tutti i costi e senza alcun fondamento la verità ufficiale al fine di mantenere un certo “ordine pubblico”, magari pagato dalle stesse istituzioni che hanno interesse a mantenere le cose come sono o solo per il fatto che il potere conferitogli dalla sua posizione glielo consente? Ora, non sarebbe giusto fare di tutta l’erba un fascio, sicuramente esistono persone corrette e scorrette da ambo le parti e conservare sempre un sano e ragionevole dubbio probabilmente è l’atteggiamento migliore, per chi può e vuole permetterselo ovviamente. Tuttavia, per chi ha già avuto a che fare con personaggi del genere le idee sono abbastanza chiare, mentre purtroppo per chi ha il forte bisogno di essere rassicurato e di tornare, per così dire, all’ovile, al comfort del proprio status quo, le cose pare non stiano così. Rimando ad un breve ma simpatico articolo di Massimo Mazzucco dal sito Luogocomune che da, a ragion veduta, la sua opinione sull’argomento: link.
L’ESSERE UMANO
Dunque, torniamo a noi, in tutti i sensi. L’essere umano è un organismo assai complesso, ovvero, nella sua interezza possiede una parte fisica (visibile, grossolana) e una parte metafisica (invisibile, sottile). La parte fisica include il corpo, il suo metabolismo e la sua forza, mentre la parte metafisica, include la coscienza, la volontà e l’energia vibrazionale. Tutto è strettamente correlato e interdipendente. Non mi dilungherò sul perché o il percome le cose stiano così, al lettore esigente consiglio di documentarsi in merito, la letteratura che tratta questi temi è vastissima. Basti sapere che le tossine che ne possono minare la salute sono di diversa natura e perciò possono contaminare ambedue le sfere che ne determinano l’insieme. Va tenuto bene a mente che tutto quello che intossica crea dipendenza. Infatti, come precedentemente accennato, la Matrix agisce principalmente sulle dipendenze dell’individuo e lo schiavizza modificando le sue esigenze funzionalmente alle tre componenti primarie: l’informazione che assimila, il cibo che ingerisce e l’ambiente in cui si muove.
Fatta questa distinzione preliminare, poniamoci una domanda: cosa serve ad un uomo per essere in grado di disporre autonomamente del proprio destino? Sono tre cose semplici ma allo stesso tempo difficili da ottenere: una coscienza libera, una volontà libera e un’energia libera. Il sistema, affinandosi nel tempo come un organismo dotato di vita propria, ha imparato a limitare questi fattori in tre modi: offuscando la coscienza, catturando l’attenzione e bloccando l’energia. Queste condizioni imposte dall’esterno sono destinate ad aumentare e contribuiscono a generare quella tensione crescente e poco chiara che tutti noi ad un qualche livello stiamo percependo.
L’unico antidoto a questa tensione è la consapevolezza. La consapevolezza è la possibilità di orientarsi con lucidità nella realtà circostante e rendersi conto di dove si è, di cosa si sta facendo in un determinato momento, del perché e del fine per cui lo si sta facendo. La Matrix cerca in tutti i modi di relegarci al ruolo di batteria di alimentazione, di ingranaggio, e  se la sfera di attività si restringe anche la coscienza ristagna in un campo ristretto. Alla fin fine, tutto in natura tende ad atrofizzarsi se non viene utilizzato. Inoltre, ad aggravare le circostanze, vengono instillati con cura degli stereotipi sociali che creano tra l’essere umano e la collettività una sorta di sincronizzazione che prende il nome di massificazione. Come? Vediamolo attraverso un classico esempio: viene mostrata un’immagine “patinata” di qualcosa che agisce come esca, da tale immagine si giunge ad una deduzione che viene presentata al nostro giudizio, poi viene spiegato lucidamente che questa cosa è irraggiungibile a meno che non si lavori duramente, si dimostri di essere i migliori o si abbiano delle conoscenze. Se si concorda su tutti i punti si forma un’opinione, se molti la condividono lo stereotipo è stato acquisito e l’IO scardinato e livellato. Vengono così ideati falsi fini, falsi modelli di successo e le persone pensano che a questi standard ci si debba conformare a discapito della proprie vere attitudini che spesso restano ignote. Come risultato l’uomo, oppresso da questo stato di cose, accetta il quadro proposto nella configurazione del suo mondo e si immerge in un sogno penoso dove tutto intorno a lui è ostile e difficile da ottenere. Questo è un modo per bloccare l’energia e creare il pressing che ci obbliga a inseguire le mete designate dalla Matrix. Ovviamente, a chi non potrà raggiungerle viene consigliato di rassegnarsi all’insoddisfazione dando “importanza” al fatto di non essere tagliato per alcun successo. In definitiva, che siate un ingranaggio insoddisfatto o un ingranaggio soddisfatto, poco importa, consegnerete la vostra energia al sistema e lui se ne nutrirà.
Ma una volta che si diventa consapevoli del blocco energetico in atto metà del lavoro è fatto. L’altra metà consiste nel riprendere il controllo del flusso di energia che era ristagnato grazie all’azione consapevole. Quando il flusso viene finalmente riavviato, le soluzioni arrivano in genere da sole, in itinere, proprio perché la coscienza può disporre di nuova energia libera, vedere con chiarezza e dirigere la volontà. L’algoritmo di auto-liberazione può essere così riassunto: individuare lo stereotipo che opprime, rimuoverlo diventandone consapevoli e togliendogli importanza, creare un flusso di azioni coerenti a un nuovo fine in accordo con la propria ragione e il proprio IO. Se non è subito chiaro, ponendosi in una posizione di osservazione, il vostro autentico fine verrà svelato; cercare nervosamente qualcosa in sostituzione del vecchio falso stereotipo non porterebbe a nulla. Occorre una certa pazienza e un’intenzione stabile nonché la conservazione dei presupposti energetici per consentire e mantenere tali atteggiamenti. Va tenuto bene a mente che il vostro passato, con tutti i relativi fallimenti, non conta come non contano le esperienze altrui, ciò che conta è soltanto il presente in cui potete agire e il futuro che volete raggiungere.
La vita è uno specchio, l’avrete sentito dire molte volte. La realtà non è altro che il riflesso ritardato della vostra forma-pensiero, lo specchio riflette ciò su cui si fissa maggiormente la vostra attenzione e quindi concentrando l’attenzione sul vostro fine questo prenderà forma nello strato del vostro mondo. Avere un’immagine, un’intenzione chiara e focalizzata verso il fine da raggiungere è la cosa più importante per attrarre la realtà che volete. Altra cosa importante da fare è verbalizzare la vostra intenzione, come se deste un ordine allo specchio; fatelo frequentemente, senza sentirvi stupidi, scrivetelo, pensatelo questo vostro futuro ma eseguite questa semplice operazione come se si trattasse del presente, di una situazione che state già vivendo, che avete già acquisito. L’esperienza ordinaria suggerisce che sono le azioni concrete ad avere un impatto decisivo nel mondo materiale ma, in un universo duale come il nostro, la componente metafisica è comunque presente e necessita anch’essa di considerazione. La coscienza e i pensieri esercitano allo stesso modo un’influenza sulla realtà oggettiva che ci circonda e questo è il motivo per cui il sistema ne vuole il controllo.
Quanto appena detto riguarda sostanzialmente la sfera dell’informazione, cosa da cui tutti siamo in un certo qual modo dipendenti. Per informazione, intendo tutto ciò che subdolamente costituisce uno stimolo all’adeguamento. Con i mezzi posseduti dall’odierno sistema, mettere in circolo le tossine appropriate per creare nuove forme-pensiero e dipendenze, è ovviamente più facile rispetto a qualche decennio fa. Con le attuali tecnologie, mezzi come Internet divengono un’arma a doppio taglio e, per quanto essa sia più difficile da controllare rispetto ad un quotidiano, una rete televisiva o qualsiasi altro singolo mezzo informativo acquistabile dai direttori della Matrix, oggi, con i Social Network la diffusione (e il monitoraggio) di un’opinione stereotipata avviene alla velocità della luce .
Veniamo ora ad un altro elemento da cui siamo dipendenti: il cibo. Tante cose si sono dette sul cibo che mangiamo e, a prescindere dalle diete complicate che si affrontano per apparire conformi ai cliché di bellezza e di salute fisica che vengono imposti, il rilievo che assume questo elemento è determinante per liberare l’energia utile a raggiungere il proprio scopo. Forse non tutti sanno cosa significhi realmente sentirsi bene e pieni di carica, né quante e quali persone abbiano dedicato considerevoli sforzi per informarci su quale sia il miglior metodo per assumere gli alimenti che la natura ci offre. Parlo di natura perché sia chiaro che, volenti o nolenti, siamo con essa tutt’ora in sintonia e, in virtù di ciò, le azioni che nascono da una comprensione parziale delle sue leggi avranno come unico risultato il disequilibrio. Avrete sicuramente già sentito la citazione del filosofo Ludwig Feuerbach: “Noi siamo quello che mangiamo”. Per dirla brevemente, da quello che mangia un essere umano possiamo rilevare se è in armonia o meno con i principi della natura. In realtà il cibo non condiziona solo il fisico ma anche la coscienza ed il modo di pensare. Tutto sommato non è poi così difficile intuire che in un corpo affaticato e inquinato, in genere, dimora una mente altrettanto affaticata e inquinata.
L’ingegnere francese Andrè Simoneton dimostrò, servendosi di strumenti come un contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson e il Biometro di Bovische, che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano sui 6500 Angstroms (verso l’infrarosso) e che al di sotto di tale valore compare la malattia. Ne conseguì che alcune radiazioni erano utili a mantenere una buona salute mentre altre erano nocive:
tabella-radiazioni-alimentari-bis
Per mantenere la vibrazione ad una lunghezza d’onda superiore ai 6500 Angstroms, il nostro organismo deve continuamente adattarsi all’influenza di numerose tipologie di radiazioni come quelle dovute a pensieri, emozioni, alimentazione, medicamenti, oltre a quelle cosmiche, solari, lunari, terrestri, per non parlare di quelle emesse dalle moderne apparecchiature di cui ci circondiamo. Pertanto, il ruolo rivestito dagli alimenti, dalle bevande, dallo stile di vita e dall’ambiente in cui si vive diventa assai rilevante. Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che gli alimenti sintetici (le cui sostanze producono assuefazione), pur fornendo un’alimentazione sufficiente dal punto di vista calorico, non bastano per fornire uno sviluppo corretto e naturale. Questo significa che, oltre ai consueti costituenti, gli alimenti devono anche possedere delle vibrazioni energetiche capaci di sostenere la vita. Una volta fatte queste considerazioni, Simoneton, con lo stesso sistema analizzò e suddivise i principali alimenti in diverse categorie sulla base del loro potere nutrizionale e vibrazionale. Ne risultò la seguente tabella:
tabella-cibi-Simoneton
Va comunque detto che, per conservare le proprietà vibrazionali, gli alimenti superiori devono essere consumati freschi, al giusto grado di maturazione e che una dieta opportunamente dissociata e alcalinizzante, cioè basata sulla compatibilità dei cibi e l’assunzione di alimenti non acidi, preserva la salute dell’organismo e previene la maggioranza delle patologie conosciute, soprattutto quelle croniche. Per correggere le abitudini alimentari è sempre consigliabile procedere per gradi onde scongiurare spiacevoli inconvenienti o incappare in fanatismi controproducenti. In fin dei conti, realizzare un simile cambiamento ha come scopo il recupero dell’energia e non ulteriori stress.
Sarebbe utile parlare anche di acqua e di movimento ma, per motivi di spazio, le materie saranno trattate in un altro articolo. Per ampliare invece il discorso inerente al mantenimento della forza vitale, che come abbiamo detto è strettamente legata alla possibilità di influenzare il corso degli eventi, accennerò ad una formula molto interessante detta l’equazione di Ehret (inventore dell dieta senza muco). Il concetto è davvero elementare e fa capire da dove trae origine questa forza:
L = C – R
dove L è la forza vitale, C è la capacità energetica, R è il carico; “C” in realtà è un’incognita poiché rappresenterebbe l’energia che muove il “meccanismo” umano. Si tratta di un parametro sconosciuto giacché nessuno sa con certezza da dove un organismo vivente tragga questa energia. Possiamo tuttavia considerare tale valore come un insieme di fattori determinati al contempo dalla forza fisica, dall’energia Qi innata e dalla forza dello spirito. “R” è il valore che esprime il lavoro speso principalmente per la digestione del cibo morto e la rimozione dei prodotti del metabolismo. Nell’organismo che si ciba in prevalenza di sostanze morte e acide si instaura un processo necrobiotico che da luogo alla putrefazione e allo sviluppo di tossine. Quando ciò accade, il corpo in sostanza non ha più la piena capacità di dedicarsi al ripristino e allo sviluppo ma deve far fronte ad una miriade di problemi secondari, dal mantenimento del pH allo stoccaggio delle sostanze di rifiuto. Il processo necrobiotico, a differenza di quello probiotico (a favore della vita), si svolge in tempi lenti, è una cogestione, un fardello che il corpo deve sopportare e che richiede un notevole dispendio di risorse. Nel soggetto medio, che predilige cibi cotti e derivati da processi industriali, “R” assume sempre più rilevanza proprio perché questo immane lavoro nel tempo aumenta, le riserve vitali si riducono e la quantità dei prodotti di scarto non smaltiti si accumula. Se “R” diventa maggiore o uguale a “C”, la vita cessa. L’analogo tecnico di questa equazione viene utilizzato per determinare la potenza reale di una vettura che è pari alla potenza del suo motore meno tutte le spese e le forze di resistenza. Quando la forza di resistenza supera la potenza della vettura, questa si arresta.
In parole povere, quali che siano gli elementi che compongono l’energia “C”, la forza “L” dipende direttamente dalle spese “R”. Sono quindi le spese a meritare l’attenzione principale, perché ridurre “R” è molto più semplice che aumentare “C”. Solitamente si usa aumentare il valore della capacità energetica dell’organismo con pratiche complesse e faticose. Ciò nonostante, il potenziale energetico può essere aumentato molto più facilmente liberando il corpo dal sovraccarico di lavoro cui è sottoposto per effetto dei processi necrobiotici in atto passando  a un tipo di metabolismo più congeniale e meno dispendioso, come la probiosi appunto.
Come è comprensibile, sarebbe riduttivo rifarsi solo a questi criteri, sull’alimentazione sono stati condotti parecchi studi che sarebbe bene approfondire in autonomia (a tal proposito si segnalano le opere di George Wilson, André Simoneton, André Bovis, Louis Kervran, Georges Lakhowsky, Arnold Ehret, Victoria Boutenko), anche perché trattare esaustivamente il tema non è lo scopo primario di questo post.
A questo punto i pezzi del puzzle stanno formando un’immagine più nitida. Il lettore attento avrà già capito che la Matrix non è uno scherzo e che le industrie dell’informazione, dell’alimentazione e della farmaceutica sono sinergicamente impegnate affinché il caro essere umano si comporti secondo le loro aspettative. Innumerevoli volte è stato detto, non solo dal sottoscritto, che per controllarci e renderci dipendenti, il sistema non ci vuole solo disorientati e malleabili ma anche deboli e malati. Non lo fa solamente per una mera questione di profitto, il fine supremo è il dominio assoluto.
Siamo giunti quasi al termine di questa analisi e ci occuperemo ora dell’ultimo, ma non meno importante, fattore su cui il sistema si è accanito per accelerare l’involuzione delle coscienze. Risulta ormai chiaro a tutti come le modificazioni ambientali abbiano raggiunto un livello critico e assai preoccupante. Per esser certi che l’uomo rimanga immerso nel suo sonno pressoché indistinguibile dalla realtà ed evitare il rischio di fornire risorse utili al risveglio, non sarebbe stato sufficiente agire solo attraverso l’informazione e il cibo. Il sistema ha così pensato bene di concepire delle sofisticate tecnologie per degradare l’ambiente. Di cosa si tratti è ampiamente spiegato in molti siti e in questa discussione ci soffermeremo più che altro su alcune conseguenze contingenti.
Il pianeta che ci ospita è un organismo vivente a tutti gli effetti. La Terra pulsa, emette frequenze benefiche, respira, si nutre, si rigenera, si adatta, reagisce, tende all’armonia e fa tutto questo non solo per se stessa ma anche per noi poiché il suo fine è ospitare e favorire la vita. Non è in competizione con gli altri pianeti e la sua esistenza è legata a un equilibrio che sovrintende tutto l’universo conosciuto. Gli unici potenziali pericoli dovrebbero provenire solo dallo spazio profondo o dall’esaurimento di quelle leggi che governano i corpi celesti. Nonostante ciò, viene sfruttata e aggredita dai suoi stessi figli, esseri impietosi e presuntuosi che forse, in un immediato futuro, credono di poter disporre di altri pianeti per continuare a prosperare, proprio come fanno i parassiti quando sono costretti ad abbandonare un corpo che hanno devastato. Distruggere l’ambiente consapevolmente per poi fingere di proteggerlo con blandi accorgimenti che poi si riveleranno inutili, significa insinuare nelle menti la certezza che tutto è perduto, che la natura è diventata minacciosa, che l’ultimo baluardo su cui poteva fondarsi la vita è venuto meno e che, se vogliamo sopravvivere, l’unica scelta sarà quella di attenersi agli ordini del sistema accettando quel che viene offerto con le modalità che vengono imposte. Ancora una volta la dipendenza dalla Matrix e dalle sue false soluzioni sembra essere l’unica via plausibile.
Sfruttare l’emergenza ambientale non punta solo a giustificare comportamenti politici e sociali che alimentano nell’immediatezza un certo business piuttosto che un altro, ma principalmente a creare il pretesto per l’attuazione di misure di sicurezza estreme e anticostituzionali su scala mondiale, ne sono esempi pratici gli OGM e il programma di depopolazione che molte potenze appoggiano. Creare consenso grazie al falso mito che l’ambiente non può più sopportare la massiccia presenza umana porterà presto a istituire un governo centralizzato e a legittimare queste operazioni coercitive nei confronti di qualsiasi nazione. Va inoltre considerato che un ecosistema malato e inquinato oltre misura non sarà più in grado di assicurare un adeguato sostentamento ai suoi abitanti, anche se questi saranno decimati.
Per quanto la colpa di tutto ciò venga sempre attribuita all’intera razza umana, in verità sarebbe da imputare a questi scellerati governanti e non a delle pedine inconsapevoli che non fanno altro che dormire e annuire a qualsiasi comando in cambio dei cosiddetti frutti del progresso. Distribuire la responsabilità evita di circoscriverle ai veri colpevoli ma, in quanto esseri consenzienti, forse non è del tutto sbagliato attribuire delle mancanze anche a chi riveste un ruolo passivo. La situazione pare essere ormai sfuggita di mano e chissà quale fantascientifico piano hanno in serbo i controllori del pianeta per salvarsi il posteriore dato che anche loro, inevitabilmente, appartengono al genere umano. Di sicuro operazioni come la realizzazione dei FEMA Camps o del Svalbard Global Seed Vault, lasciano presagire che qualcosa è nell’aria, e non parlo solo di smog.
CONCLUDENDO
Quelli appena illustrati sono solo alcuni degli espedienti che il sistema adotta per esercitare la sua supremazia. La verità sarebbe in effetti molto più articolata ma era mia premura rendere accessibili soltanto gli aspetti che ritengo prioritari. Giunti a questo punto, prima di concludere, porterò alla vostra attenzione un’ultima riflessione.
Poniamo per assurdo che questa notte, come per incanto, tutti i problemi di questo mondo spariscano, domattina come vi comportereste? Quasi certamente la maggior parte delle persone non saprebbe cosa fare e dove andare perché non è mai stata abituata ad avere un proprio obiettivo da raggiungere e un relativo modello da seguire. La Matrix se ne è impossessata da tempo, vincolandoci a dei surrogati e privandoci così della facoltà di immaginare il futuro che desideriamo. Ognuno di noi ha il bisogno innato di aderire a degli ideali e, solo dopo averne metabolizzato pregi e difetti, di trascenderli per trovarne di migliori, di più elevati. Da questo dipende la crescita intellettuale, la maturazione. Se non si riescono a superare gli schemi che non hanno più nulla da offrire se ne diventa succubi cadendo in quello stato che gli psicanalisti definiscono “psicosi edipica”. Quando invece non si dispone di un riferimento valido a cui adeguarsi si resta soli diventando succubi di se stessi e, in questo caso, si parlerebbe di “narcisismo”. Il complesso di Edipo conduce alla disperazione, il complesso di Narciso al disorientamento. Oggi viviamo prevalentemente nella seconda condizione, tutto il resto appartiene al mondo delle congetture. Non avere una meta definita è come aggirarsi in un territorio senza averne la mappa. Ci sentiamo smarriti perché la società si è trasformata troppo rapidamente e senza scaturire da un modello approvato. Il sistema si è, per così dire, auto installato e, fintanto che perdurerà il nostro sonno, ci terrà in pugno.
“Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca)
Riassumendo quanto indicato, per riprendere il controllo di se stessi e del proprio destino è indispensabile: incrementare la consapevolezza, recuperare l’energia vitale, riconoscere la propria unicità, orientarsi verso un fine compatibile, sostituire le forme-pensiero negative, compiere azioni coerenti con il fine prescelto e infine mantenere stabili i fattori appena descritti. Come afferma Vadim Zeland (ideatore del Transurfing), trasformandoci da ricevitori in trasmettitori non proietteremo più nello specchio il film che vediamo ma quello che vogliamo vedere!

Letture consigliate:
eBook – Scardinare il Sistema Tecnogeno (Vadim Zeland)
eBook – Transurfing Vivo. Oltre I Confini Della Matrix (Vadim Zeland)
Link di approfondimento:
http://www.procaduceo.org/it_ricerche/biofisica/biofi09.htm
http://www.mednat.org/alimentazione/energia_alim.htm
http://antoniovaccarello.wordpress.com/alimentazione-e-salute

Ghiandola pineale e Stargate


Ritengo che questo argomento sia, specialmente in questi tempi finali, di importanza fondamentale. Cercherò di trattarlo nel modo più semplice possibile, anche se purtroppo non esaustivo, affinché possa raggiungere tutti e far luce sull’incredibile potere dell’essere umano.
Un’utile premessa
L’universo manifesto è basato su polarità opposte, sulla dualità. Se c’è il bene c’è anche il male, se c’è la luce c’è anche l’oscurità, se c’è la nascita c’è anche la morte, e via dicendo. Non esiste un elemento che non abbia il suo antagonista. Parimenti, l’universo porta sempre con se la soluzione per neutralizzare eventuali squilibri. Possiamo affermare che l’economia dell’universo sia pari a zero per effetto di queste polarità contrastanti.
Il contrasto presuppone una parte manifesta e una non manifesta reciprocamente contrapposte. Se il “male” è la parte manifesta (attaccamento alla forma e aumento dell’ego), il “bene” non manifesto (riduzione dell’ego, del desiderio e di ciò che è formale) affiorerà naturalmente con impeto proporzionale allo squilibrio. L’elemento positivo è indispensabile quanto quello negativo per garantire l’armonia, tutti e due appartengono alla stessa totalità. Lo yin e lo yang per dirla secondo la tradizione orientale. L’organismo possiede in se stesso tutti gli elementi adatti a compensare gli squilibri che in esso si verificano, dagli anticorpi, agli ormoni, alle sostanze psicotrope. Così anche la creazione della ghiandola pineale è una conseguenza di questo spirito.
Nel misticismo il concetto di Dio è diverso da quello sostenuto dalle religioni occidentali. Per il mistico Dio è uno stato di coscienza, per il religioso è un’entità esterna con degli attributi. Nel primo caso l’uomo che ne fa esperienza può identificarsi con Dio, nel secondo non lo raggiungerà né conoscerà mai, in compenso, però, imparerà a sentirsi una vittima, un indegno. Il misticismo, in tutte le sue espressioni, afferma che Dio alloggia nel sé interiore di ogni uomo ed è possibile realizzarlo riconoscendolo con il giusto atteggiamento mentale, ovvero distaccandosi dai condizionamenti prodotti dall’ego ipertrofico. Ora, se Dio è uno status, una consapevolezza, cosa che può offuscarsi, va da se che uno “strumento” in grado di elevare lo stato di coscienza può essere utile per ristabilire la situazione primordiale. Ci sono buone ragioni per credere che questo strumento sia la ghiandola pineale. La scoperta degli ormoni pineali e l’analisi approfondita del lobo temporale del cervello documentano l’origine divina dell’uomo e la possibilità di tornare ad essere ciò che è sempre stato (ma che ha dimenticato di essere).
Non mi dilungherò in digressioni scientifiche o storico-religiose ma mi occuperò soprattutto degli aspetti meno noti e dei miti sopravvissuti al tempo “riscoperti” di recente dalla scienza ufficiale e non. Infine, delle pratiche conosciute con cui può essere evitata la progressiva atrofia della ghiandola fino alla ripresa della piena attività, se non addirittura oltre.
Caratteri generali
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Possiamo considerare la ghiandola pineale (o epifisi) il “congegno” più sofisticato che si trova nel nostro corpo. Si tratta di una ghiandola endocrina dalla forma simile ad una pigna ma poco più grande di un chicco di mais e la sua attività è prevalentemente notturna poiché influenzata dalla luce. Cartesio la definì la “sede dell’anima” nel XVII secolo e da allora gli studi proseguirono nella convinzione che fosse implicata negli equilibri della psiche. Situata al centro del nostro cervello, è collegata allo stesso da sofisticate reti neuronali ed è conosciuta soprattutto perché sovrintende e sostiene una moltitudine di funzioni vitali, tra le quali la regolazione del ritmo circadiano sonno-veglia e dell’orologio biologico (crescita, sviluppo, maturazione sessuale). Infatti l’ormone che secerne primariamente è la melatonina, sostanza nota perché associata appunto alla qualità del sonno e, in buona misura, anche al processo di invecchiamento. Della melatonina e dei suoi effetti parlerò specificamente più avanti.
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In genere la produzione ormonale è massima, sia pur ridotta rispetto al suo potenziale, nei primi anni di vita per poi scemare gradualmente dopo i 12 anni fino a dimezzarsi verso i 45, limitandosi quasi esclusivamente alle funzioni sopra menzionate. Dopo il settimo anno di età vi si depositano spesso dei minerali (calcificazione) che la rendono visibile ai raggi X. Riceve informazioni sul mondo esterno dagli occhi, percependo luminosità e oscurità grazie agli impulsi trasmessi dalla retina ed elaborati dall’ipotalamo. Viene chiamata anche il “terzo occhio” poiché, secondo antiche credenze, una volta attivata diviene l’interfaccia con la nostra coscienza conferendo la “vista interiore”, cioè il dono di ripercorrere le precedenti esistenze e riepilogare il rapporto karmico che conduce alla reincarnazione, oltre alla capacità di identificarsi con il Principio vitale cosmico e di accedere ad una moltitudine di poteri psichici.
Per il suo fascino è da sempre oggetto di studi ma, anche per la sua complessità, le informazioni messe a disposizione dalla scienza ufficiale, trattano ancora superficialmente questo organo straordinario i cui poteri, nei millenni passati, venivano sapientemente utilizzati dalle civiltà più avanzate. Benefici oggi perduti assieme alla conoscenza di quei popoli. Tuttavia sono stati rinvenuti numerosi manufatti che narrano dei poteri del terzo occhio in tutte le culture antiche conosciute come, ad esempio, nella cultura egizia, nel buddismo e anche nel cristianesimo, dove esistono citazioni di filosofi e nei vangeli (apocrifi e non) sullo stato di illuminazione derivante dalla sua apertura. Non tutte le religioni e le filosofie hanno saputo cogliere il vero simbolismo legato alla ghiandola pineale e ispirarsi a questa antica conoscenza, così come la medicina ortodossa non si è mai preoccupata troppo di effettuare ricerche approfondite. Anticamente si credeva che queste speciali facoltà fossero riservate esclusivamente ad esseri superiori, illuminati, in contatto con Dio. Ma non è così.
Non solo melatonina
La melatonina è un trasduttore neurochimico e fu scoperta e isolata nel 1956 da Aaron Lerner. La sintesi della melatonina avviene nella ghiandola pineale, funzionalmente alla quantità di luce rilevata (anche in caso di cecità) attraverso gli occhi, partendo da una sostanza che introduciamo con l’alimentazione: il triptofano. Grazie a enzimi specifici, questo viene convertito prima in serotonina poi in melatonina. La produzione di melatonina viene influenzata da un neurotrasmettitore, la noradrenalina, normalmente presente nel corpo in condizioni di luce e stress. Il noto effetto sedativo non è l’unico da prendere in considerazione, infatti, la melatonina, regola la produzione di altri ormoni, l’attività cellulare e la termoregolazione, stimola la produzione di anticorpi, combatte gli eccessi di colesterolo dannoso ed è un potente antiossidante.
Oggi si trova facilmente in commercio sotto forma di integratore (con effetti collaterali praticamente assenti) indicato soprattutto per contrastare l’invecchiamento oltre che a normalizzare gli effetti del jet lag. Ma i prodigi della melatonina non si fermano qui. Oltre ad essere impiegata nelle terapie di alcuni tumori, recenti studi scientifici sembrano dimostrare che determinate concentrazioni di questo ormone possono portare nel tempo ad uno stato di coscienza più elevato. Gli studi non sono ancora conclusi e potrebbe emergere molto altro ancora in futuro. Si può dire che, per il marketing e la medicina ufficiale, la melatonina sia l’ormone della giovinezza e del buon sonno, mentre, per il ricercatore spirituale, quello della consapevolezza.
Stop_Codex_AlimentariusOvviamente è sempre stata vista come un ostacolo dalle aziende farmaceutiche produttrici di psicofarmaci che, trovandosi di fronte ad una sostanza priva di effetti nocivi e impossibile da brevettare perché di origine naturale, hanno assistito, negli ultimi tempi, ad un notevole calo delle vendite. Per salvaguardare i propri interessi economici e mantenere il dominio su un’insieme di “automi malaticci”, non hanno quindi esitato a promuovere l’applicazione del Codex Alimentarius, uno strumento coercitivo che entrerà in vigore dal 31 dicembre di quest’anno e che, tra le altre cose, metterà progressivamente fuori legge gli odiati integratori.
Esistono altre sostanze prodotte della ghiandola pineale a cui si attribuiscono proprietà illuminanti. Il DMT (dimetiltriptamina) e la pinolina (o pinealina), sono tra questi i più potenti. Il DMT è una sostanza psicotropa esistente in natura che si può estrarre da diverse piante e gli effetti psichedelici di chi lo sperimenta hanno breve durata ma intensità elevata. Questo neurormone permette il distacco dall’ego, l’espansione della coscienza e l’interazione con altre dimensioni. Studi condotti negli anni ’50 sullo sciamanesimo rivelano che nel corpo di presunti mistici sono state osservate concentrazioni pressoché costanti di questo neurotrasmettitore mentre nelle persone comuni il suo rilascio è occasionale ed esclusivamente notturno. Attualmente è un composto classificato nella categoria 1 negli Stati Uniti. Questa è la classificazione riservata alle sostanze prive di applicazioni mediche note, alla quale è scampata anche la cocaina. Il DMT è stato inserito in questa categoria senza che venisse presentata alcuna prova scientifica pro o contro il suo utilizzo.
La pinolina è un ormone prodotto dalla trasformazione della melatonina, concorre all’induzione della fase REM del sonno, al processo che da luogo ai sogni lucidi e alle esperienze extracorporee. In sostanza, libera l’accesso alla coscienza mentre sogniamo superando i filtri della mente. La nostra necessità di “ricaricarci” in dimensioni più elevate durante il sonno profondo è quindi gestita da specifici ormoni pineali. È dunque possibile giungere a questo stato in modo autonomo e cosciente per interagire non-localmente con la materia e la percezione di altri individui (si ricorda l’esperimento di Aspect del 1982)?
L’utilizzo di droghe, reperite casualmente in natura, che favoriscono un’iperattività pinealinica, ha da sempre interessato l’uomo e influenzato tutte le religioni, non solo per la mera necessità di evasione, ma soprattutto per l’alterazione di coscienza che procuravano, una sorta di scorciatoia per congiungersi con il piano divino onnisciente e trarne vigore e saggezza. Gli antichi testi vedici, a cui si ispira il buddismo, sono stati scritti da saggi che utilizzavano il soma (parente della ayahuasca e ricco di DMT) per mantenere il contatto con la spiritualità e i propri poteri.
Scienza e potere
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Va compreso che la scienza, intesa come istituzione che ha il compito di capire, dimostrare e applicare le scoperte, non ha sempre scopi filantropici anche perché molto del vero sapere scientifico è nelle mani di “persone” prive di scrupoli. Molti progetti sono stati condotti in segreto da scienziati al soldo dei controllori del pianeta: corporations industriali, lobbies e società segrete che costituiscono un Elite tentacolare che opera con il solo fine di esercitare e incrementare il proprio potere sul genere umano e sulla natura. In un simile scenario, gestito a monte da una potente sinarchia che si è impadronita di tutti i settori strategici, è difficile capire quale sia il reale livello scientifico raggiunto e cosa, fino ad ora, ci sia stato concesso utilizzare. La CIA, in quanto apparato paragovernativo (e paramilitare), è da sempre coinvolta nel progetto finalizzato al “controllo mentale” e in quest’ambito ha sviluppato già diverse tecnologie, ne è un esempio il famigerato MK Ultra impiegato durante la guarra fredda. Lo studio della mente e delle potenzialità extrasensoriali umane sono oggetto di numerose sperimentazioni fin dai primi anni ’40, esperimenti da cui derivano anche le Psy-ops (operazioni psicologiche) tanto care agli strateghi militari e ormai abbondantemente applicate dai governi per influenzare l’opinione pubblica.
Con l’intenzione di investigare il potenziale militare di fenomeni psichici, Il Governo degli Stati Uniti, proseguì le sue ricerche e diede il via nel 1970 al Progetto Stargate riferendosi, in particolare, alla possibilità di osservare a distanza (remote viewing) le mosse del nemico senza spostarsi dal proprio territorio. Tale progetto durò oltre 25 anni e finanziò ricerche alla Stanford e all’American Society for Psychical Research per sviluppare potenziali tecniche di spionaggio a “distanza”. Dopo il celeberrimo caso Roswell del 1947 e il presunto ritrovamento di un misterioso congegno (detto Orion Cube), si assiste invece alla nascita di un altro tipo di operazioni segrete, le Black-ops (operazioni occulte), in cui rientrano l’appropriazione e lo studio di tecnologia aliena per scopi militari e governativi.
IngsocArgomenti che la maggioranza delle persone ignora o associa a storie di “fantascienza” grazie soprattutto alla sofisticata propaganda mediatica a cui sono costantemente sottoposte. Infatti, se da una parte numerosi film e serie televisive contenenti brandelli di verità vengono programmati con lo scopo di testare e pilotare culturalmente gli spettatori proiettandoli in realtà futuribili, dall’altra, forniscono gli elementi per poter screditare facilmente eventuali fughe di notizie e proteggere le operazioni in corso. Ovviamente, in quanto strumenti fondamentali per la manipolazione, la “macchina” di Hollywood e tutti i media mainstream che diffondono informazioni sono sempre stati al servizio dell’Elite. Elite dall’antica discendenza che, grazie alla conoscenza della cultura esoterica e al genio di numerosi scienziati (non sempre consenzienti), ha distrutto, cancellato, rimodellato, corrotto, ucciso, perseguitato, inquinato, ingannato, sfruttato e perpetrato ogni sorta di abominio. Questa politica di accentramento del potere basata sulla distorsione della verità e sulla violenza (fisica e psicologica), continua imperterrita ed è oggi alle sue battute finali.
Il progetto Looking Glass
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Uno dei più sconcertanti esperimenti segreti dopo il Philadelphia Experiment (avvenuto nel 1943) è sicuramente il progetto Looking Glass, un programma appartenente alle Black-ops, che ha permesso di creare un’immenso stargate (apertura nel tessuto spazio-temporale) retroingegnerizzando il funzionamento della ghiandola pineale. Effettivamente la scienza ha scoperto che la retina presenta gli stessi fotorecettori presenti anche nella pineale. Quest’ultima è di fatto una ghiandola sensibile ai campi elettromagnetici ed ha ancora adesso, per certi versi, un retaggio chimico e funzionale similare agli occhi. La ghiandola, in buone condizioni di salute, conterrebbe al suo interno uno speciale fluido e, una volta avvenuto il rilascio di DMT e Pinolina, sarebbe in grado di isolarsi da qualsiasi stimolo elettromagnetico esterno proiettando la consapevolezza dell’individuo nei reami superiori della coscienza. Il liquido schermato all’interno della ghiandola agirebbe come una sorta di monitor permettendo di “osservare” il piano dimensionale su cui ci si focalizza.
Certe percezioni extrasensoriali (ESP) come precognizione, chiaroveggenza e telepatia, sono sempre state prerogative di individui che hanno imparato ad utilizzare le potenzialità della pineale. Visioni nitide di altre dimensioni e spostamenti extracorporei lungo la linea temporale possono quindi essere indotti dal nostro personale “stargate” naturale. Ma, se tutto questo fosse artificialmente replicabile, un simile potere necessiterebbe di un adeguato senso di responsabilità: viaggiare nel tempo così come prevedere e modificare il futuro, sono doni che nelle mani sbagliate potrebbero diventare pericolosi. Per quanto rischiose possano essere, i “corpi speciali” che si occupano di queste sperimentazioni non sono nuovi a questo genere di sfide e pare che, allettati dalle potenzialità operative del progetto, vi abbiano speso particolari risorse.
David Wilcock, ricercatore sensitivo, autore di The Divine Cosmos ed esperto di geometria sacra, ha recentemente parlato del fenomeno e di come sia già stata utilizzata la tecnologia Looking Glass in una non precisata base sotteranea. Per il genere di informazioni che rilascia al pubblico molti considerano Wilcock un visionario ma le sue affascinanti indagini, che spesso coinvolgono personalità di elevato calibro scientifico, offrono ugualmente numerosi spunti di riflessione. Propongo uno stralcio di una sua recente conferenza dove si esprime sull’importanza della ghiandola pineale e sul controverso progetto:
Il risveglio
Migliaia di anni fa, probabilmente all’epoca dell’evoluta civiltà di Atlantide, i poteri supremi dell’uomo subirono un forte ridimensionamento. Responsabili di questo declassamento intellettivo potrebbero essere stati più fattori, molti dei quali ancora poco chiari. Alcune delle ipotesi avanzate sono decisamente ardite e spaziano dagli interventi di ingegneria genetica da parte di razze aliene ostili, all’ibridazione dei superstiti atlantidei con specie contigue ma geneticamente meno evolute. Grazie al contributo di scienze d’avanguardia come l’epigenetica, che dimostra ampiamente come sia l’interpretazione dell’ambiente a stimolare le caratteristiche del DNA invece che un ferreo e competitivo determinismo genetico, oggi sappiamo che è possibile modificare persino ciò che biologicamente si credeva immutabile o congenito. Questo vale anche per l’invecchiamento e le gravi patologie. Un’altra teoria afferma infatti che potrebbe essere stato un remoto cataclisma a cambiare in modo significativo le condizioni ambientali del pianeta e di riflesso la funzionalità della ghiandola pineale nelle generazioni successive.
Oggi sappiamo che la ghiandola pineale viene fortemente influenzata dalla quantità di luce e dai campi elettromagnetici e possiamo facilmente dedurre come la vita moderna (telefonini, elettrodomestici, luce artificiale, ecc.) abbia determinato grandi cambiamenti nell’organismo. La fisiologia della pineale potrebbe essersi modificata ulteriormente in rapporto a questi mutamenti ambientali e questa alterazione potrebbe aver contribuito ad un più rapido deperimento fisico, così come all’insorgenza di nuove patologie.
Dal punto di vista alimentare, una dieta povera di ferro, calcio, fosforo e triptofano inibiscono il buon funzionamento della pineale così come l’assunzione di farmaci betabloccanti, benzodiazepine, calcio-antagonisti, clonidina, alchool, caffeina, soprattutto nelle ore che precedono il sonno. Uno stile di vita sano, basato sull’attività fisica mattutina, una buona alimentazione, l’assenza di inquinamento e molto sonno, incide positivamente sulle secrezioni di serotonina e melatonina ma ciò non basta a produrre l’illuminazione.
Come abbiamo visto, la chimica del cervello, solo in determinate condizioni, ha la capacità innata di facilitare l’incontro con la divinità e questa ricerca è l’obiettivo che l’umanità continuerà a seguire fino alla fine dei tempi. Questa comunione e la conseguente illuminazione avviene in modo naturale e graduale con un’intensa e continua pratica meditativa, cioè quando l’attenzione per le percezioni sensoriali viene meno per consentire la focalizzazione interiore, o rapido e non sempre consapevole per effetto di stimoli esterni (droghe, shock emotivi, campi energetici). L’esperienza dei mistici induce a ritenere che qualunque strada porti alla verità suprema è la benvenuta, sia essa chimica come il soma o naturale come la meditazione, e in effetti entrambe agiscono attraverso gli stessi mediatori chimici cerebrali. Comunque sia, la realizzazione spirituale, non è qualcosa che compare senza seguire un preciso processo fisiologico.
Se le sostanze catalizzatrici dello stato di illuminazione non sono reperibili in natura o non si ha la consapevolezza per farne un uso appropriato, meditare è senza dubbio il modo migliore per favorire l’apertura del terzo occhio. Questo non significa che con un po’ di meditazione tutti possano raggiungere il nirvana. Potrebbero volerci anni di lavoro su se stessi e una buona dose di autodisciplina per ottenere risultati apprezzabili. Con l’intento di attivarne velocemente i poteri, alcuni popoli antichi seguivano speciali rituali che includevano l’incisione del cranio dell’iniziato e il buio forzato.
Ghiandola pineale e 2012
Pineal_Gland_Third_Eye_Time_Travel_StargateNon dimentichiamo che, a prescindere dagli accorgimenti materiali che decidiamo di prendere, l’illuminazione è principalmente un fatto spirituale e quindi legato all’espressione di energie sottili. Inoltre, se un organismo biologico nasce in un determinato universo è obbligatoriamente soggetto alle sue influenze astrali. Tali modificazioni si ripercuotono sull’individuo attraverso la ghiandola pineale che fa da tramite tra l’esterno e l’interno, tra il mondo fisico e quello sottile. Possiamo dire, come suggerisce la teoria dell’ universo olografico di Bohm, che la materia che ci costituisce è la stessa di cui è fatto il nostro universo e che, nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande, tutto è interconnesso. Per Bohm il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione. Egli era convinto che, ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale. Pertanto se l’universo tende all’evoluzione noi evolviamo con esso.
Per chi ricerca già da tempo lo stato di illuminazione, quest’ultimo caso, è oggi più che mai da tenere in considerazione poiché ci stiamo approssimando alla data profetica del 2012, data che simboleggia il termine di un’era in cui il materialismo ha dominato l’uomo. Molti ricercatori sostengono che nel 2012, il cambiamento vibrazionale dovuto all’energia che investirà questa parte del cosmo, sarà qualcosa a cui non potremo sottrarci e che produrrà il tanto agognato risveglio della coscienza collettiva. L’energia rinnovatrice proveniente dal centro della galassia porterà con se le condizioni ottimali per l’apertura del nostro terzo occhio e ne potranno approfittare solo quelle persone che con impegno e fiducia avranno creato in loro stessi il terreno fertile per accogliere e sostenere lo stato di illuminazione. Chi è già sufficientemente preparato all’evento o è sulla buona strada per diventarlo, a prescindere dalla posizione sociale raggiunta, non teme alcuna catastrofe ed è ormai conscio dell’importanza del proprio contributo alla manifestazione di questo grande cambiamento.
Cogliere questa occasione per elevarsi vibrazionalmente significherà vivere in uno stato di lucida presenza, trasmutare il dolore passato in saggezza per costruire un mondo nuovo con la consapevolezza del proprio sé divino, finalmente padroni e responsabili di quei poteri che ritorneranno così a far parte di noi per il bene di tutti, poiché tutti siamo inevitabilmente UNO.

martedì 14 ottobre 2014

Ammettono le IRRORAZIONI per il controllo del clima e dell' economia - Progetto Copernico


Ammettono le IRRORAZIONI per il controllo del clima e dell' economia - Progetto Copernico

scie chimiche Asi
da: LaGrandeOpera Hack Your Mind
Riscaldamento Globale, Controllo del Clima, Controllo Geologico e delle acque. Tutto questo è Copernico. Il nuovo progetto dell' Unione Europea. " Vogliamo seguire il cambiamento climatico, Copernico è il primo progetto a livello mondiale capace di inviare dati sul clima per i prossimi decenni".
In Orbita gia' il primo satellite del Programma lanciato lo scorso 3 Aprile. Nel 2015 ci saranno altri due satelliti. Durante la presentazione del Progetto Copernico , a Roma, Roberto Battiston, Presidente Asi (Agenzia Spaziale Italiana) dichiara quanto sia importante controllare le " IRRORAZIONI", per l'economia di un Paese. Il termine chiave è "Monitoraggio: per la sicurezza dell'umanità".
Guardate il video della presentazione, in particolare al minuto 1:48.
Dato il tema trattato.. di quale irrorazioni sta parlando il Presidente dell' Agenzia Spaziale Italiana ?

sabato 27 settembre 2014

EBOLA: EPIDEMIA COSTRUITA A TAVOLINO PER SOSTENERE IL BUSINNES DI BIG PHARMA .


EBOLA: EPIDEMIA COSTRUITA A TAVOLINO PER SOSTENERE IL BUSINNES DI BIG PHARMA .
http://www.disinformazione.it/ebola.htm

LA TRUFFA AIDS - HIV: LE COSE CHE NON VI HANNO MAI DETTO. ( Leggere assolutamente !)
http://www.ilvirusinventato.it/

LA VERITÀ SULL’AIDS.
http://www.oikos.org/aids/it/malattiemisteriose.htm

VI RICORDATE L'AVIARIA ?
http://www.grandecocomero.com/epidemia-aviaria-inventata-indagati-deputata-monti/

Passano le stagioni e gli anni, cambiano apparentemente anche i burattini della politica che si alternano a marionette manovrate dagli stessi fili, eppure le strategie del Sistema sono sempre le medesime. Non cambiano di una virgola.
A parte qualche sfumatura infinitesimale, la strategia è sempre la stessa: controllare dal punto di vista fisico, mentale ed emozionale, la popolazione intera del pianeta, o una buona fetta di essa.
Come fare?

E’ più semplice di quello che si possa immaginare, e lo stile di vita moderno ne è la prova lampante: respiriamo aria avvelenata (scie chimiche, inquinamento), beviamo acqua sterilizzata la cui vitalità è meno di zero, mangiamo alimenti morti, pastorizzati, pregni di chimica e adesso anche transgenici. Se tutto ciò non bastasse ci intossichiamo quotidianamente il fisico e le menti con veleni quali droghe, farmaci e vaccini. Dall’altra parte, i super controllati e potentissimi mezzi di comunicazione massa (cinema, giornali, radio e televisioni), apparentemente disgiunti, lavorano invece in sinergia col Sistema, perché si occupano di tenere distratte le menti, le intasano e ingolfano di false notizie, spacciate però per informazione, e avvelenano le anime con emozioni e sentimenti deleteri e assolutamente devianti.

Ricordiamo che il fine ultimo è il controllo dell’uomo!
Un persona malata, intossicata, emotivamente destabilizzata è una persona che si manipola facilmente. Un vero e proprio suddito.
Non hanno bisogno di persone libere di pensare, sentire e agire, ma di sudditi ammansiti, di un gregge di pecore ammaestrate tenute a bada da qualche cane-pastore. Ogni tanto però qualche pecora scappa dal gruppo e cerca la libertà, cerca di capire cosa c’è aldilà del recinto.
Libertà che nonostante la tecnologia, i navigatori satellitari, gli i-phone e i cellulari, è sempre più risicata e sempre più a rischio.
L’odierno caso della epidemia di Ebola rientra in tutto questo?

Secondo dati dell’OMS, tra il 19 e il 20 agosto 2014 sono stati segnalati un totale di 142 nuovi casi, tra Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone. Mentre i morti accertati - sempre per l’Organizzazione sovranazionale di Ginevra – sono saliti a 1427.
Secondo le agenzie di stampa, ci sarebbero 70 morti per febbre emorragica “di origine sconosciuta” in Congo, e c’è chi addirittura parla di casi sospetti in Austria e Germania, quindi in piena Europa!
Il passato continua a ripetersi se non viene ben compreso…

Le pandemie inventate precedenti
Senza andare troppo in là nel tempo, e ridestare alla memoria pandemie come la Spagnola del 1918 o l’Asiatica, è bene però ricordare cos’è accaduto al mondo nell’ultimo decennio.
Tra il 2002 e il 2003 il mondo ha iniziato a sentir parlare di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), forma atipica di polmonite apparsa nella provincia del Guangdong in Cina.
Dopo pochi anni, nel 2005 è apparsa dal nulla l’influenza aviaria H5N1 che allarmò il mondo, ma rimase una pandemia mancata. E’ solo nel 2009 con la mitica influenza suina, che si iniziò a parlare della prima pandemia del nuovo secolo.
Oggi sappiamo bene come sono andate a finire simili bufale: sono servite per inoculare la paura e il panico nelle masse; spacciare farmaci (antibiotici) e vaccini, ingrassando le lobbies della chimica e farmaceutica; modificare e allargare la definizione stessa di pandemia, esattamente come è avvenuto a maggio del 2009 durante l’epidemia di suina, per opera dell’OMS.

Sono trascorsi solo cinque anni dall’ultimo vergognoso terrorismo virale, e oggi tocca a Ebola.
L’Ebola, secondo le fonti ufficiali, sarebbe un virus della famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l’uomo (virus di tipo A), che causa una febbre emorragica e uccide nel giro di pochissimi giorni. Il tasso di mortalità è altissimo: va da un 50% all’89%.
Potenzialmente - dicono sempre le fonti autorevoli - il virus Ebola potrebbe essere utilizzato come arma biologica, come un agente di bioterrorismo. L’unico inghippo, come arma, sta paradossalmente proprio nella sua altissima mortalità: infatti una epidemia termina velocemente perché muoiono tutti gli ospiti.

Per quale motivo i militari americani hanno sperimentato in questi anni l’Ebola in Sierra Leone e negli altri paesi africani? Forse per trovare un sistema che ne riduca la mortalità in modo tale da avere nelle mani un’arma biologica perfetta e potentissima?
Forse tra qualche giorno i media mainstream, pubblicheranno la notizia che il virus Ebola ha mutato geneticamente, diminuendo da una parte la sua altissima mortalità, ma permettendo dall’altra il contagio virale di massa. Contagio che forse qualcuno sta desiderando?
Magari verranno pubblicate notizie che il vaccino contro l’Ebola è stato trovato, esattamente come quanto ha riportato la Pravda dell’11 agosto 2014: “Si scopre che c’è un vaccino contro Ebola. Gli scienziati del Pentagono lo stavano sviluppando da 30 anni, e tutti i diritti della cura appartengono al governo degli Stato Uniti. Due medici statunitensi infetti hanno ricevuto iniezioni di vaccino e hanno cominciato il recupero dalla malattia immediatamente”.
Quindi si parla già di vaccino.

Un vaccino i cui diritti sono del governo statunitense, o meglio, del ministero della Difesa: il Pentagono. Per cui ci stanno già dicendo che tale vaccino funziona perché due medici americani infettati dal virus Ebola sono guariti. Il miracolo della scienza e delle coincidenze!
Per tanto, chi vorrà vaccinarsi per non morire, dovrà chiederlo in ginocchio al governo americano, altrimenti, se renderanno obbligatorio il vaccino per tutti, a guadagnarci, sarà sempre il governo democratico a stelle e strisce. Il paese che salverà il mondo dalle pandemie.
Pandemie che prima creano e poi aiutano a debellare…e non sarebbe certo la prima volta.

Il dott. Leonard Horowitz in un suo articolo “SARS: Great Global Scam”, ne è convinto.
Il dottor Horowitz è l'autore di tredici libri compreso il bestseller nazionale: “Virus emergenti: AIDS & Ebola, incidenti o intenzionali?”
In questo articolo egli sostiene che questo attacco virale senza precedenti è, alternativamente, o un ingegnoso esperimento del bioterrorismo istituzionalizzato, o uno strumento per il controllo psicosociale diffuso.
Quale modo migliore di vendere giornali, che guerre e disastri? Quale modo migliore per aumentare i preventivi per gli ospedali ed il personale dell’ennesima “emergenza sanitaria”? Quale modo migliore per aumentare le vendite di farmaci e vaccini, riempiendo la gente di spavento e convincendola che queste malattie siano allarmanti e che la loro speranza migliore è un’inoculazione inoffensiva? Quale modo migliore per deviare l’attenzione di un Paese da importanti questioni estere e da problemi interni, che spaventandolo presentandogli un problema mondiale che lo colpisce così da vicino?

George Bush per esempio ha aggiunto la SARS alla lista delle malattie per le quali è necessaria la quarantena con l’ordine esecutivo nr. 13295. Il governo dell’Ontario, sempre per la SARS aveva dichiarato l’ ”emergenza sanitaria” che richiede la quarantena (se necessario con la forza) per chiunque sia ritenuto sospetto di poter diffondere l’epidemia o abbia avuto contatti con persone che potrebbero essere malate.

Stessa cosa oggi con l’Ebola, con la differenza che in questo caso si tratta di una potenziale arma biologica di tipo militare molto pericolosa. E le parole del coordinatore dell’Onu contro il virus Ebola, non lasciano spazio a molti dubbi. Ha dichiarato qualche giorno fa di voler essere pronto ad “affrontare una fiammata se necessario” dell’epidemia. A quale fiammata si riferisce? Alla pandemia vera e propria? La stanno per caso attendendo? O peggio ancora, inducendo?

Strani incidenti…chi tocca il virus muore!
Ovviamente si tratta della classica coincidenza, ma nel Boeing 777 della Malaysia Airlines, abbattuto nei cieli tra Ucraina e Russia vi era tra le persone presenti, un certo Glenn Thomas. Un nome non molto conosciuto…
Glenn Thomas era un autorevole consulente dell’OMS a Ginevra, esperto in AIDS e, soprattutto, in virus come l’Ebola. Egli era anche il coordinatore dei media ed era coinvolto nelle inchieste che stavano portando alla luce tutte le controverse operazioni di sperimentazione del virus Ebola nel laboratorio di armi biologiche presso l’ospedale di Kenema in Sierra Leone. Ora questo laboratorio è stato chiuso per volontà del Governo, ma stanno emergendo particolari interessanti in merito agli interessi nascosti dietro la sua gestione…
Ovviamene queste cose non le sentiremo dire in televisione.

Tra gli interessati, la coppietta del secolo: il miliardario Bill Gates e sua moglie Melinda, con la loro omonima fondazione “Bill & Melissa Gates”. I due filantropi, che guarda caso, lavorano in ambienti eugenetici e contribuiscono, mediante le vaccinazioni di massa, alla sterilizzazione delle donne dei paesi del Sud del mondo, hanno connessioni con i laboratori di armi biologiche situati proprio a Kenema, epicentro, guarda caso, dell’epidemia di Ebola sviluppatasi dall’ospedale dove erano in corso trial clinici sugli esseri umani per lo sviluppo del relativo vaccino.

Anche l’ebreo George Soros non manca mai. Il miliardario ungaro-statunitense, onnipresente quando si tratta di finanziare la destabilizzazione di un paese (le varie rivoluzioni colorate e arabe sono una sua creazione), tramite la sua Fondazione, finanzia lo stesso laboratorio di armi biologiche. Sono sempre banali coincidenze…
Attraverso la Fondazione “Soros Open Society”, per molti anni ha attuato “investimenti significativi“ nel “triangolo della morte Ebola” della Sierra Leone, Liberia e Guinea.

Glenn Thomas, lo sfortunato esperto di virus precipitato con il Boeing, era a conoscenza di prove concrete che dimostravano come il laboratorio, finanziato dai sopra filantropi, aveva manipolato diagnosi positive per Ebola, per conto della Tulane University, al fine di giustificare un trattamento sanitario coercitivo alla popolazione e sottoporla al trattamento sperimentale del vaccino che, in realtà, trasmetteva loro Ebola!
Purtroppo per noi che vogliamo capire, e per fortuna per coloro che invece stanno gestendo il gioco, i testimoni di questa criminale operazione spariscono, muoiono o precipitano…
Qual è alla fine l’operazione che stanno cercando di mettere in atto?
Innanzitutto è bene comprendere che si tratta di un’operazione militare.
Il virus Ebola esce infatti da un laboratorio militare di massima sicurezza. Lo stanno sperimentando in segreto da anni sulla ignara popolazione locale di vari paesi africani. Ogni tanto sfugge al controllo qualcosa, ma poi il focolaio epidemico viene gestito. Fino ad ora…
Dopo anni di esperienze dirette sul campo africano, vogliono forse creare una e vera e propria epidemia o pandemia (Problema) che interessi il mondo intero?

A questo punto viene in mente la solita strategia: Problema-Reazione-Soluzione.
Il Problema è l’epidemia inventata e creata a tavolino.
La Reazione è sempre la stessa: la paura. Emozione che blocca e paralizza le coscienze e che permette a lorsignori di fare qualsiasi cosa. La paura di morire di febbre emorragica spingerà la gente a fare la fila per farsi iniettare veleni e vaccini sperimentali. La paura farà accettare senza battere ciglio, ulteriori leggi repressive che violano tutti o quasi i sacrosanti diritti civili. La paura è il collante emotivo, il vero e proprio virus che quando ha infettato la popolazione permetterà alla Sinarchia mondialista, di andare avanti indisturbata nei suoi progetti…
La Soluzione è sempre pronta: vaccinare tutta la popolazione mondiale (iniettando non si sa bene cosa!); far passare leggi e decreti, in nome della sicurezza nazionale, ancor più repressivi di quelli post 11 settembre 2001 (l’auto-attentato o per meglio dire il false flag più famoso degli ultimi decenni); instaurare la legge marziale e prepararsi a mettere in quarantena chiunque possa essere un intralcio o un pericolo.

Insomma, l’agenda è fitta e sempre molto ricca, ma la fantasia è finita da tempo.
Il Sistema è assolutamente monotono e si trova alle strette, oramai è alle corde del ring e non sa più cosa fare, se non accelerare il disegno con la dottrina dello shock ad awe, dello shock e sgomento. Fa sempre più rumore un albero che cade, rispetto una foresta che cresce.
Trovandosi all’ultima spiaggia, stanno abbattendo sempre più alberi per shoccarci e impaurirci.
Ma tale dottrina non sta funzionando, e quindi non ce la faranno nel loro intento, e la prova sta nel fatto che la strategia adottata per i piani di dominio globale è sempre la medesima.
Le forze in atto non hanno più fantasia, sono diventate, per così dire, monotone.
Mentre le coscienze odierne dell’umanità, una volta totalmente addormentate e obnubilate, ora si stanno lentamente destando da questo grande Truman Show planetario.
Tale risveglio è il pericolo numero uno per i grandi manovratori che lavorano nell’ombra.
Una persona sana, una persona non addormentata, che conosce la propria interiorità, il proprio mondo emozionale, e sa come agire, è una persona libera.
Libertà non intesa nel senso esteriore del termine, ma libertà interiore!
Questa persona non potrà mai essere ingabbiata, e sicuramente saprà decidere in libertà di coscienza se farsi vaccinare oppure no…

http://www.disinformazione.it/ebola2.htm

Cosa non fare in caso di infiammazione

Avrete sentito parlare di artrite, tonsillite, bronchite. Tutte le malattie che terminano per –ite indicano l’infiammazione di una specifica area del corpo. Ad esempio la colite è un’infiammazione del colon, l’appendicite dell’appendice, dermatite della pelle, tendinite dei tendini, epatite del fegato ecc. Queste etichette patologiche denotano semplicemente la parte affetta, ma falliscono nel comprendere la causa dell’infiammazione.

L’infiammazione manifesta di solito dolore acuto, dovuto alla pressione esercitata dai tessuti infiammati sui nervi. E questo è un bene, poiché il dolore limita i comportamenti che potrebbero danneggiare ancora di piú l’organismo. Ad esempio se ci fa male la schiena, eviteremo di alzare carichi pesanti, se fa male la gola, mangeremo di meno e berremo di piú.

Non appena individuata la parte affetta da infiammazione, é pratica medica somministrare al paziente un antidolorifico, o pratica comune andare in farmacia a comprarlo. Grazie al farmaco, il dolore associato all’infiammazione svanisce e puó sembrare quasi un miracolo: possiamo continuare con il nostro lavoro e la nostra vita credendo di essere tornati in salute. Ma questo potrebbe non essere il caso. Questi medicinali hanno la capacitá di provocare piú danni, che il valore del sollievo momentaneo e sono distruttivi su due livelli: primo, incoraggiano la continuazione del comportamento che ha causato l’infiammazione (ad esempio, sovraccarico delle vertebre e dei muscoli della schiena). Secondo, causano quasi senza eccezione gli eufemisticamente chiamati “effetti collaterali”. A volte questi effetti collaterali potrebbero valerne la pena. Peró c’è sempre un rischio virtuale. Farmaci antidolorifici e antiinfiammatori sono di uso comune, anche troppo comune, e pochi sono davvero consapevoli dei rischi reali ai quali si stanno sottoponendo. Probabilmente, sarebbe meglio sopportare il dolore e andare direttamente alla causa di questo, cambiare stile di vita e perfezionare i propri comportamenti.

Anch’io ho fatto uso profuso di Moment ogni primo giorno del mio ciclo mestruale. Il dolore m’impediva persino di lavorare, a volte. Una o due pastigliette e questo spariva nel giro di mezz’ora, per poi ritornare puntualmente il mese successivo. Da quando ho smesso di mangiare carne, invece, circa 6 anni fa, le fitte sono prontamente sparite. Una grande liberazione! Il farmaco fa effetto, ma è solo temporaneo, ed è questa una delle grandi minacce del nostro tempo: cerchiamo soluzioni veloci per problemi dei quali non si capisce l’origine e ancor meno se ne comprendono le conseguenze. E la medicina di oggi, maestosa e brillante, ci offre esattamente quello che il nostro istinto ricerca – sollievo immediato dei sensi.
Soluzioni rapide di qualsiasi tipo raramente portano benefici a lungo termine. Un esempio chiaro è il fast-food, quando abbiamo fame, è facile cadere nella trappola del consumo di qualcosa di veloce, ma ci fa bene abusare di questa invenzione? Credo che tutti noi conosciamo la risposta. Consumare droghe ricreazionali ci fa sentire euforici, ma quanto puó durare? E che dire dell’alcool? È piacevole passare una serata e esagerare con questa sostanza, ma come ci sentiamo il giorno dopo? E cosa dire dei problemi a lungo termine derivanti dall’abuso di alcool e droghe?

Descrizione del processo infiammativo – Come risultato di una lesione o ferita provocate da agenti estranei all’organismo o a causa di un trauma, ad esempio un osso rotto, un morso di un insetto o una reazione ad un’infezione batterica, le cellule del tessuto danneggiato producono istamina. L’istamina provoca il mutamento dei minuti vasi sanguigni, i quali rilasciano fluidi all’area ferita. Il flusso sanguigno locale aumenta e trasporta speciali cellule ematiche all’area, la cui specialitá è quella di collezionare sostanze aliene per l’atto eliminativo. Assieme a queste cellule giungono anche fibrinogeni, i quali stimolano la coagulazione. Il coagulo è una risposta naturale e fa da partizione, è come un muro che viene eretto tra l’area infetta e il resto del corpo. La partizione arresta la fuoriuscita dei fluidi, impedisce alla materia morbosa di entrare in contatto con le parti sane, e risulta nel caratteristico gonfiore dell’infiammazione. L’infiammazione è causata da un agente eccitante ed è un comune meccanismo di difesa dell’organismo. Alla luce di ció essa è riconosciuta come un processo intelligente di guarigione.

Il Dr. H. Lindlahr spiega che il corpo non sopprime la crescita e moltiplicazione dei batteri finché la materia morbosa della quale si cibano e sussistono non sia stata consumata e decomposta. Egli afferma che antibiotici e antitossine somministrati in alte dosi durante queste cinque fasi, potrebbero sopprimere l’attivitá microbica e il processo infiammativo prima che quest’ultimo abbia fatto il suo corso riparativo naturalle e prima che la materia patologica sia eliminata.

Le 5 fasi dell’infiammazione, secondo il Dr. Lindlahr, sono:

■ Incubazione – Durante questa fase tossine, materia morbosa e altri eccitanti infiammativi si concentrano in una determinata parte o un organo del corpo. Quando si accumulano in una quantitá tale da interferire con la normale funzione dell’organismo o da mettere in pericolo la salute e la vita, forze vitali si mettono in moto e reagiscono d’emergenza attraverso il processo d’infiammazione.

■ Aggravamento – Durante il periodo di aggravamento i fagociti inghiottiscono le tossine nel corpo. Questa fase è accompagnata da un corrispondente aumento di temperatura, febbre e infiammazione, finché raggiunge il suo climax, marcato dalla maggiore intensitá dei sintomi febbrili e di dolore.

■ Distruzione – Disintegrazione di tessuti dovuta all’accumulo di essudati a causa della formazione di pus; sviluppo di ascessi, foruncoli, fistole, irritazione, piaghe e altri sintomi febbrili e d’infiammazione.

■ Riduzione – Assorbimento ed eliminazione di essudati, pus ecc. accompagnato dall’abbassamento di temperatura, battito cardiaco e altri sintomi d’infiammazione.

■ Risoluzione o ricostruzione – Quando il periodo di riduzione ha fatto il suo corso completo e le aree affette sono ripulite delle accumulazioni e ostruzioni morbose, la quinta fase è di ricostruzione e riparazione dei tessuti lesi e degli organi danneggiati. Ritorno alla norma.

È estremamente importante non interferire con alcuna fase sopraindicata. La miglior azione è mettersi a riposo cosicché tutta l’energia vitale possa essere reindirizzata al processo di guarigione. Lindlahr spiega cosa potrebbe succedere se ciascuna di queste fasi fosse soppressa.

Soppressione durante le prime due fasi d’infiammazione – Lindlahr spiega che questa pratica involve sempre il pericolo che le tossine non eliminate sovraccarichino organi e parti vitali, predisponendo la fondazione di malattie croniche distruttive.
Soppressione durante la terza fase d’infiammazione – Se s’interferisce con il processo durante questa fase, c’è la possibilitá che l’area affetta rimanga danneggiata in modo duraturo e questo lasci gli organi permanentemente invalidati.
Soppressione durante la quarta e quinta fase d’infiammazione – Se si blocca o s’interferisce con questi processi di eliminazione prima che vengano portati a termine, le parti affette e gli organi non hanno la possibilitá di ricostruirsi perfettamente. Potrebbero rimanere anormali, paralizzati e la loro funzione invalidata, anche seriamente.
Spesso si ritiene l’infiammazione come una “malattia” da venir soppressa, ma in realtá è il processo di guarigione, essa è la “cura”, attraverso cui la natura si sforza a ristabilire la salute! Lasciatemelo ripetere perché questo concetto é troppo importante: L’INFIAMMAZIONE É LA CURA!

La maggior parte dei pazienti potrebbe guarire perfettamente e naturalmente senza l’uso di medicinali. Ad esempio, pazienti con problemi reumatici e di osteoporosi beneficiano grandemente di cambiamenti alimentari; problemi e lesioni alla schiena possono essere trattate efficacemente attraverso terapie manipolative non chimiche come aggiustamenti chiropratici e fisioterapia. La maggior parte dei pazienti, al primo dolore, pretende un effetto immediato, solo cosí si convince che la terapia é efficace, e generalmente gli viene prescritto un antidolorifico – soluzione pratica e decisamente allettante per ambo le parti (medico-paziente).

I medicinali potranno pure offrire rilievo dal dolore, ma raramente promuovono la guarigione e la salute dell’organismo. Al contrario, tutti offrono una serie di effetti collaterali. In uno studio pubblicato dal Journal of Rheumatology, é stato argomentato che il 2,7% dei pazienti* che fanno uso di medicine antiinfiammatorie non-steroidali (come l’ibuprofene) sviluppa serie complicazioni del tratto gastrointestinale superiore. Un altro studio pubblicato nel Journal of the American Medical Association suggerisce che 2,2 milioni di pazienti* ospedalizzati annualmente ripercuotono reazioni avverse serie ai medicinali a loro somministrati. Douglas Lisle, Ph.D. e Alan Goldhamer, D.C., suggeriscono che 106,000 di queste reazioni siano state fatali. Se questo fosse vero, gli effetti collaterali da farmaco sarebbero la sesta causa di morte prematura in America! (The Pleasure Trap, Mastering the Hidden Force that Undermines Health & Happiness, Douglas Lisle, Ph.D., Alan Goldhamer, D.C., 2006)

La scena italiana è un po’ confusa. Secondo l’enciclopedia Treccani cit. “In Italia, da anni le segnalazioni di ADR (Adverse Drug Reaction) sono più basse rispetto a quelle rilevate in altri Paesi. Dal 2001 al 2005 le segnalazioni annue hanno oscillato tra 6000 e 7000, con differenze importanti da regione a regione e con un tasso largamente al di sotto dell’obiettivo ottimale di 30 per 100.000 abitanti raccomandato dall’OMS. Almeno in teoria, il numero ridotto di segnalazioni può essere spiegato con differenze genetiche che rendono gli italiani più resistenti ai danni da farmaci, per es. per un assetto particolare di un pool di enzimi che metabolizzano i farmaci, ma è un’ipotesi che riscuote poca fortuna tra gli studiosi. È più facile che i medici italiani facciano semplicemente meno segnalazioni di ADR, magari solo perché non tendono ad attribuire a un farmaco la responsabilità del problema che assilla il malato.” (http://www.treccani.it/enciclopedia/danno-da-farmaci_%28XXI_Secolo%29/)

Mio parere – È possibile che tra tutti gli esseri umani della terra, noi italiani abbiamo la fortuna di possedere una pool di enzimi cosí specifica che ci permette di metabolizzare efficacemente droghe sintetiche dell’ultimo millennio? La teoria che a noi italiani sarebbe concessa la grazia divina dell’uso di medicinali è, a mio parere, pretenziosa. Chiaramente è difficile riconoscere un sintomo e verificare esattamente che questo derivi dal farmaco, ancor meno se dei farmaci si fa un mix. Non solo dobbiamo renderci conto che il nostro sintomo derivi dal medicinale, ma lo dobbiamo riportare al medico di base, sará poi egli ad informare la Rete Nazionale di Farmacovigilanza, non noi direttamente.

E ancora, un caso interessante – mia nonna: da quando sono piccola, la vedo ogni giorno prendere 7-10-14 pillole…al giorno! E negli anni non migliora, anzi. Sempre piú interventi, sempre piú medicine, sempre piú visite mediche sono previste. E da poco, anche un tumore della pelle. Potrá pur essere che quest’ultimo sia il risultato di 10-20-30 (E chi li conta piú?) anni di consumo (abuso?) di medicinali per malattie di cui si conosce solo l’etichetta? Secondo l’Igienismo tutte le malattie hanno la stessa origine: tossiemia e tossicosi (vedi anche l’articolo Tossiemia e tossicosi: precursori di tutte le malattie) e la malattia si sviluppa attraverso sette fasi: enervazione, tossicosi, irritazione, infiammazione, ulcerazione, indurimento, cancro. O sará colpa di una disfunzione di corpo “invecchiato”? A voi il parere.

La maggior parte delle malattie odierne derivano dall’eccesso. Ad ogni disturbo crediamo di dover aggiungere qualcosa, quando è la sovrabbondanza (di cibo, di tossine, di stimolanti, di droghe ecc.) che ha causato il problema. La soluzione è davvero semplice, forse anche troppo semplice: togliere, sottrarre, ma il desiderio di “fare qualcosa”, invece di smettere di fare qualcosa, pare essere la propensione umana.

Colgo l’occasione per ribadire che non abbiamo una malattia qui o lí. La malattia è il sintomo di un malessere generale, lo sfogo ponderato di un organismo esperto: il corpo umano. Febbre, diarrea, vomito, infiammazione sono solitamente i nostri alleati, la risposta intelligente del nostro organismo, ai quali deve essere lasciato il tempo di fare corso – naturalmente, senza l’impedimento dei medicinali. Digiuno o semi-digiuno e tanto riposo fisico, mentale, sessuale ed emozionale sono in generale richiesti dallo stesso corpo.

La veritá è che la maggior parte dei disturbi che minacciano la nostra salute e quella dei nostri cari è prevenibile, ma non efficacemente curabile (secondo i metodi convenzionali). Se decidiamo di prendere azioni preventive, elimineremo le cause delle infermitá ancora prima che danneggino irreversibilmente il nostro organismo.

Noi e i nostri cari dobbiamo prendere coscienza e consapevolezza che la nostra salute è in primo luogo nelle nostre mani. La salute è la conseguenza naturale e spontanea di una vita salutare. Abbiamo la possibilitá di agire. Ora. Abbiamo la possibiliá di scelta, per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Abbiamo il diritto ad una vita lunga, una vita gioiosa e serena, libera dalle malattie. Ci vuole coraggio per cambiare e non è semplice. Puó sembrare impossibile e istintivamente non allettante, certo alle volte dobbiamo rinunciare al piacere immediato, e metterci tutta la forza, spendere energia, ma solo per una grandissimo guadagno futuro, il valore piú importante della vita: la salute. Senza questa, nulla e proprio nulla ha piú senso.

fonte : http://ildragoparlante.com/2014/08/26/cosa-non-fare-in-caso-di-infiammazione/