domenica 17 maggio 2015

“Ho bevuto succo di carota ogni giorno per 8 mesi. Il risultato è stato incredibile!”

“Ho bevuto succo di carota ogni giorno per 8 mesi. Il risultato è stato incredibile!”

Ann Cameron è autrice di molti libri per bambini, ma in questa storia lei è la protagonista. Infatti, è diventata ancora più famosa dopo la diagnosi di cancro al colon…
Ha subìto un’operazione nel giugno del 2012, quando la malattia era già entrata nella terza fase. Non era però il suo primo incontro con questa malattia… Suo marito, infatti, morì di cancro ai polmoni malgrado le sedute di chemioterapia avvenute nel 2005.
Ann ha negato a sé stessa di andare incontro alla stessa sorte del marito e ha rifiutato la chemioterapia.
carote
Decide, quindi, di raccontare la sua storia sul blog Chris beats cancer (tradotto in italiano: “Chris batte il cancro”), dove trova persone che hanno cercato e trovato modi alternativi per agire e avviare dei trattamenti di cura per il loro cancro.
“Nel giugno del 2012, sono stata sottoposta ad un’operazione chirurgia per il tumore al colon, ma dopo ho rifiutato il trattamento chemioterapico. Ogni giorno che passava mi sentivo meglio, ma dopo sei mesi, durante il controllo medico, mi hanno diagnosticato un cancro ai polmoni e il cancro al colon era entrato nella quarta fase”, ha spiegato Ann.
Ha dedicato il suo tempo alla ricerca e si è imbattuta nella storia di Ralph Cole, alla quale era stato diagnosticato un cancro della pelle all’età di 26 anni. Secondo il suo racconto, Ralph curò sé stessa attraverso il consumo quotidiano di succo di 2,5 kg. di carota. Ann ha deciso quindi di seguire le sue orme ed ha incominciato a bere succo di carota ogni giorno prendendo la giusta quantità ogni giorno.
Come lei sostiene, dopo 8 settimane gli studi medici hanno rivelato che il cancro aveva arrestato la sua crescita, i tumori hanno cominciato a ridursi, così come il gonfiore alle ghiandole linfatiche.
Dopo 4 mesi le ghiandole sono tornate alla normalità ed il cancro ha continuato a ritirarsi.
Dopo 8 mesi, la tomografia computerizzata ha mostrato che il cancro era sparito!
Il segreto, a quanto pare, è che il succo di carota è ricco di acidi grassi naturali, è un antiparassitario naturale con proprietà antitumorali e il carotene contenuto nelle carote ha un’azione preventiva sulla creazione di cellule tumorali.
Ann Cameron dopo la sua esperienza ha scritto un libro su come curare il cancro con le carote, intitolato Curing Cancer with Carrots, che può essere acquistato su Amazon.

QUI PUOI TROVARE IL SUO LIBRO

curing-cancer-with-carrots

venerdì 8 maggio 2015

Digiuno terapeutico.


Il digiuno terapeutico è una pratica che viene adottata per purificare l’organismo dalle scorie e ritrovare la
vitalità. Anche se in linea di principio può essere condivisibile l’idea di voler limitare almeno per un periodo il
consumo di sostanze nocive per l’ organismo, soprattutto in una società, come quella dell’occidente
industrializzato, in cui gran parte delle patologie derivano proprio da problemi legati alla sovra alimentazione
come l’obesità, le patologie cardiovascolari ecc... non si può certo affermare che il digiuno sia la soluzione
migliore.

  1. Fa dimagrire?
  2. Quando è indicato?
  3. Effetti collaterali
  4. Controindicazioni
  5. Approfondimenti


Oltre alla forma di digiuno classica, ce ne sono altre meno restrittive, in cui è possibile mangiare frutta e verdura. I sostenitori della digiunoterapia ne vantano le proprietà depurative, disintossicanti e di prevenzione delle malattie. Può essere utile nella lotta contro la cellulite perchè favorisce l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Si può dimagrire digiunando? Funziona? Per certi versi sì, ma vedremo cosa dice la medicina a riguardo. È vero che il digiuno potrebbe essere il rimedio contro l’obesità ma i rischi per la salute sono moltissimi, tant’è che sul piatto della bilancia gli svantaggi sono sicuramente molto più numerosi dei vantaggi. Leggere per credere.

Cos’è il digiuno terapeutico.

Questa pratica deriva dalle tradizioni delle discipline orientali, a cui poi si sono aggiunti studi e ricerche che hanno dimostrato che l’uomo può sopravvivere in uno stato di totale assenza di cibo per circa 24 giorni, purché naturalmente venga mantenuta costante l’idratazione. Sulla base di queste teorie si sono sviluppati molti centri che spiegano come fare e propongono digiuni terapeutici di diversa durata, sostenendo che l’astinenza dal cibo possa avere grandi benefici per l’organismo. Secondo questa teoria infatti il non impegnare il corpo nel lavoro di metabolizzazione di nuove sostanze porterebbe l’organismo a concentrare tutte le sue energie nell’eliminazione di scorie e tossine, il che contribuirebbe ad apportare una nuova forza e vitalità a tutti gli organi interni all’epidermide, ecc..
Il digiuno è dunque la rinuncia volontaria al cibo per un periodo di tempo stabilito. I cardini della digiunoterapia sono:
  • Rinunciare ai cibi solidi e introdurre solo liquidi, con l’ausilio di qualche integratore; solo in qualche caso può essere consentito mangiare piccole quantità di frutta e verdure crude.
  • Astenersi da alcol, fumo, caffè.
  • Rilassarsi: ridurre il ritmo di lavoro e allontanarsi dalla vita mondana; concentrarsi sulla propria interiorità, coltivare le proprie passioni, dormire almeno 8 – 9 ore per notte.
  • Favorire la depurazione dell’organismo attraverso la respirazione, la traspirazione, la funzione renale e quella intestinale.
In questo modo si può ristabilire l’equilibrio psicofisico, compromesso dallo stress di tutti i giorni e da una cattiva alimentazione.

Pro e contro.

Pulisce l’intestino, elimina le tossine e i liquidi in eccessoSi crea un deficit di tutti i nutrienti (carboidrati, grassi, proteine, vitamine, sali minerali)
Viene prescritto per la preparazione ad un intervento chirurgico, per disintossicare l’organismoIl corpo non riceve energia con gli alimenti quindi per avere glucosio deve degradare massa grassa ma anche massa magra
Indicato nel postoperatorio e nelle malattie in cui è necessario mettere a riposo l’intestinoProduce molti danni a carico dell’apparato digerente e cardiovascolare, del sistema nervoso, irregolarità del ciclo mestruale e infertilità

Come prepararsi al digiuno.

La preparazione è la fase di transizione graduale nella quale si passa da un’alimentazione solida a una liquida. È fondamentale scegliere un periodo adatto al digiuno, cioè sufficientemente lungo perchè la preparazione dovrà durare almeno gli stessi giorni del digiuno, privo di impegni improrogabili e in cui sia possibile dormire la giusta quantità di ore e condurre una vita più rilassata. Nei giorni di preparazione occorre:
  • Dormire il più possibile.
  • Cercare di allentare il ritmo lavorativo per non avere fonti di stress e preoccupazioni.
  • Di norma circa una settimana prima dell’inizio del digiuno si deve seguire una dieta vegetariana o crudista, e diminuire gradualmente l’alimentazione a base di cibi solidi e aumentare di pari passo l’assunzione di liquidi.
Man mano che il digiuno vero e proprio si avvicina, l’alimentazione dovrà essere costituita esclusivamente da frutta e verdura centrifugata. Aglio e cipolla sono particolarmente indicati per i centrifugati perché favoriscono la depurazione dell’organismo.

Come fare il digiuno terapeutico.

Ovviamente non si può intraprendere un digiuno terapeutico prolungato senza allenamento. Per la prima volta è consigliato fare una prova di 3 giorni per “imparare” a digiunare. Dopo la preparazione, nel digiuno vero e proprio bere acqua sia di giorno sia di notte, purchè sia:
  • distillata o in bottiglia, perchè in questo modo si evita di assumere tossine che invece si trovano nell’acqua di rubinetto,
  • non gassata, perchè l’anidride carbonica aumenta il gonfiore addominale,
  • con un pH compreso tra 6.4 e 6.9, in modo da introdurre sostanze acide e basiche in ugual misura,
  • con residuo fisso non superiore a 50 mg/l perchè le acque minimamente mineralizzate sono più povere di minerali che potrebbero causare ritenzione idrica.
In alcuni casi il digiunoterapeuta può proporre un digiuno attenuato, cioè un digiuno in cui sia consentito mangiare una moderata quantità di frutta e verdura, ma esclusivamente crude, oppure può essere consigliata l’assunzione di tè verde, succo di limone, di pompelmo e centrifugati di verdure miste.
Nel corso del digiuno può essere utile assumere integratori. La spirulina apporta vitamine, sali minerali, proteine e la clorofilla, che ha proprietà depurative, e se ne consigliano 5 pasticche 3 volte al giorno. Sono poi indicati integratori a base di fibre, come lo psyllium e il glucomannano, e compresse di Echinacea che rafforza il sistema immunitario. L’aglio può essere assunto sia come ingrediente dei centrifugati sia sotto forma di compresse.

La ripresa dell’alimentazione.

Alla fine del digiuno bisogna riadattare l’organismo e in particolare l’apparato digerente alla reintroduzione di cibi solidi. Il riavvicinamento al cibo solido deve essere molto graduale tenendo sotto stretto controllo gli impulsi famelici conseguenti al digiuno.
Non si può ricominciare con un’alimentazione onnivora ma si riprenderà una dieta vegetariana, con l’ausilio di integratori biologici come alghe e fermenti lattici. Se per esempio il digiuno è durato una settimana, la rialimentazione dovrà durare 3 giorni, passando gradualmente dai liquidi ai solidi.

Quando digiunare e per quanto tempo.

I periodi più adatti sarebbero prima dell’inverno, nel solstizio d’inverno e nell’equinozio di primavera. Il digiunoterapeuta stabilisce per quanti giorni digiunare: si parte da un minimo di 3 giorni, una durata media di 7 giorni, per arrivare a un massimo di 45 giorni; sono stati documentati anche casi di digiuni guidati in centri specializzati durati anche 120 giorni. Il digiuno può essere condotto per un giorno dopo un’abbuffata oppure periodicamente per un giorno una volta a settimana o per 3 giorni due volte al mese o almeno due volte l’anno per una settimana.

Depurare lo spirito e il corpo.

Secondo i digiuno-terapeuti, il digiuno è fonte di salute, purificazione, autoguarigione e sarebbe benefico per la forma fisica perché consente:
  • il riposo dell'apparato digerente,
  • l'eliminazione delle tossine accumulate e dei liquidi in eccesso,
  • il rinnovamento delle cellule invecchiate e degenerate,
  • la perdita di peso: il digiuno instaura un bilancio energetico negativo (le calorie bruciate sono più di quelle introdotte che sono praticamente pari a 0) necessario per perdere peso.
Quanti chili si perdono? Ovviamente questo dipende dal metabolismo della persona, dalla durata del digiuno e dal tipo di digiuno; in linea di massima, una persona che brucia 2500 kcalorie al giorno e che pratica un digiuno assoluto perderà:
  • In 3 giorni 1 kg;
  • In 7 giorni 2.5 kg;
  • In 45 giorni 15 kg.

Il digiuno fa ingrassare?

Il digiuno in se non fa ingrassare, il problema è che le carenze possono rallentare il metabolismo e favorire la perdita di massa magra, quindi  si può riprendere il peso perso o anche di più se nella fase di rialimentazione non ci si controlla.
Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, il digiuno può rappresentare un momento di introspezione, in grado di far affiorare le emozioni inibite e un’occasione per prenderci cura di noi.

Cosa accade quando si digiuna.

Quando si digiuna, il corpo non riceve dall’esterno le sostanze nutritive di cui ha bisogno, per cui deve ricavarle degradando sé stesso: questo processo è denominato dai digiuno-terapeuti "autolisi". Si attivano quattro vie metaboliche che a partire da substrati diversi producono glucosio:
  • nella glicogenolisi l’organismo utilizza le riserve di glicogeno dei muscoli e del fegato;
  • la gluconeogenesi produce glucosio a partire dal glicerolo ricavato dai trigliceridi del tessuto adiposo;
  • la chetogenesi lo ricava a partire dagli acidi grassi, anch’essi prodotti a partire dal tessuto adiposo;
  • la deaminazione proteica genera glucosio a partire dalle proteine dei muscoli.
In questo modo l’organismo consuma le sue riserve sia di carboidrati sia di grassi sia di proteine.

Digiuno e dimagrimento.

Come visto fin’ora quindi la pratica del digiuno fa effettivamente perdere peso, ma può essere utile approfondire quest’aspetto per capire perchè questa perdita non può essere considerata un reale dimagrimento, e quindi perchè è del tutto sbagliato pensare di digiunare per perdere i chili in eccesso.
Infatti il digiuno aiuta a bruciare i grassi ma cosa accade alla massa magra? Il corpo per ricavare glucosio preleva dal muscolo sia le proteine sia il glicogeno e di conseguenza si verifica la perdita della massa magra. Questa diminuzione comporta naturalmente perdita di tonicità muscolare a cui va aggiunto il fatto che allertato dallo stato di privazione, l’ organismo si abituerà a bruciare meno calorie. Una volta finito il digiuno quindi si avranno meno muscoli (motivo per cui l’ago della bilancia scende) ed un metabolismo più lento, il che fa innalzare notevolmente il rischio di ingrassare appena si torna ad alimentarsi in modo normale, riprendendo molti più chili di quelli persi con il digiuno.

Quando è indicato il digiuno?

Il digiuno è salutare? Fa bene o fa male? I medici consigliano il digiuno non certamente per la bellezza e per il dimagrimento, aspetti per cui come abbiamo visto la pratica del digiuno può essere addirittura dannosa, ma solo in rari casi in cui è necessario mettere a riposo l’intestino, come per esempio prima di un intervento all’addome, nel postoperatorio dopo un intervento di chirurgia dell’intestino o in presenza di una malattia dell’apparato gastroenterico (per esempio in caso di pancreatite acuta o di ileo paralitico). In tutti questi casi comunque è vero che l’intestino non lavora, ma l’organismo non viene lasciato senza nutrienti grazie all’applicazione delle flebo.

Effetti collaterali.

Naturalmente chi decanta le lodi del digiuno terapeutico non sottolinea mai il fatto che, soprattutto nei primi giorni di pratica, si può essere colti da giramenti di testa, apatia, debolezza muscolare, irritabilità ecc.. A questo proposito va ribadito che il digiuno terapeutico, anche se intrapreso per brevi periodi ha diversi effetti collaterali, non può mai essere improvvisato, è necessario infatti essere informati e guidati sia nella fase precedente che in quella di riavvicinamento al cibo.
Il digiuno terapeutico può causare danni:
  • A carico dell’apparato digerente: comparsa di ulcere ed erosioni nelle pareti dello stomaco, atrofia della mucosa intestinale, aumento del rischio di calcoli alla colecisti. Questo accade perchè l’apparato gastroenterico non esercita più la funzione fisiologica di digestione, i villi intestinali si appiattiscono e la mucosa perde la sua naturale capacità di assorbimento.
  • Nel sangue: aumento dei corpi chetonici (chetoacidosi) con disidratazione, ipotensione, tachicardia, nausea e vomito fino al coma; ipoglicemia; deficit delle proteine plasmatiche con rischio di malnutrizione.
  • A carico dell’apparato cardiovascolare: il digiuno influenza la frequenza cardiaca causando bradicardia, aritmia, angina instabile per carenza di potassio che è il minerale che permette la contrazione del miocardio (muscolo del cuore). I rischi sono infarto e arresto cardiaco.
  • Effetto sui muscoli: ipotrofia dei muscoli a causa della perdita di massa magra; i rischi sono flaccidità e rallentamento del metabolismo.
  • A carico del cervello: il digiuno è dannoso per il sistema nervoso perché causa giramenti di testa, vertigini ed emicrania.
  • A carico dell’apparato genitale femminile: il digiuno esercita un’influenza sugli ormoni femminili molto negativa determinando amenorrea e dismenorrea (rispettivamente assenza e irregolarità del ciclo mestruale), compromettendo quindi la fertilità della donna
  • Altri effetti: carenza di vitamine e minerali, spossatezza, pressione bassa, edema da rialimentazione (eccessivo accumulo di liquidi a livello delle articolazioni; si può manifestare quando si ricomincia un’alimentazione normale).

Controindicazioni.

Tenendo presenti i possibili effetti indesiderati, possiamo dire che il digiuno terapeutico è assolutamente da sconsigliare:
  • per il bruciore di stomaco, per l’esofagite e contro l’ileite ulcerativa,
  • per cardiopatici che soffrono di aritmie maligne o che hanno avuto un infarto del miocardio da meno di 6 mesi,
  • in presenza di malattie ad elevato catabolismo proteico come cancro, lupus e sindrome di Cushing,
  • se si assumono farmaci che aumentano la perdita di proteine come steroidi e antineoplastici,
  • per il diabete mellito e per la glicemia alta, per il rischio di ipoglicemia,
  • per il fegato grasso (steatosi epatica) perchè la brusca perdita di peso potrebbe innescare la progressione della malattia verso la cirrosi,
  • nel body building, perché si perde la massa muscolare,
  • per la depressione perché il digiuno aumenta il senso di stanchezza e peggiora ulteriormente il tono dell’umore,
  • per l’emicrania visto che il digiuno acuisce il mal di testa,
  • in gravidanza e in allattamento perché c’è una carenza assoluta di tutti i nutrienti necessari
  • dopo il parto (anche se non si allatta) perché digiunando è impossibile reintrodurre le sostanze perse con il parto, soprattutto proteine e liquidi
  • a chi ha sofferto di anoressia nervosa, per l’alto rischio di recidiva.


Supervisione:  Collaboratori: Dott.ssa Vanessa Marrone (Dietista)

martedì 14 aprile 2015

Artrite: i dolori si possono ridurre del 90% con la rosa canina


Un estratto di bacche di rosa canina ha dimostrato di riuscire a ridurre della quasi totalità i dolori causati dall’osteoartrite, divenendo una valida e naturale alternativa agli antidolorifici di sintesi che non sono esenti da effetti collaterali, anche pesanti. Dalle bacche di rosa canina si è ottenuto un rimedio efficace contro i dolori da osteoartrite.
Contro i dolori da artrite, un semplice estratto dalle bacche di rosa canina: un tipo di rosa selvatica che cresce nei campi incolti. Il rimedio si pone come una valida ed efficace alternativa (o integrazione) ai farmaci antidolorifici di sintesi che spesso portano con sé anche pesanti effetti collaterali.
La Natura spesso ha le risposte. E chi pensa ancora che “naturale” sia sinonimo di poco efficace dovrebbe anche ricordare che la quasi totalità dei farmaci chimici sono alla fine composti di principi attivi derivati o studiati da piante: per cui si comprende come infine sia sempre la Natura a fornire appunto le risposte. E, oggi, la risposta arriva anche nei confronti del trattamento dei dolori da artrite e osteoartrite (in forma cronica) che è una malattia degenerativa con alto indice invalidante.
Ad aver studiato gli effetti di un estratto di rosa canina sul dolore sono stati i ricercatori della Frederiksberg University di Copenaghen, che hanno scoperto come questo rimedio riducesse in modo significativo i dolori anche forti nel 90% dei casi – in particolare, i dolori alle mani.
Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sull’Open Journal of Rheumatology and Autoimmune Disease, è stato condotto su 30 pazienti affetti da osteoartrosi con problemi sia agli arti superiori che inferiori. L’osteoartrite, infatti, colpisce proprio le articolazioni rendendo spesso difficile – se non impossibile – compiere normali azioni quotidiane come aprire un barattolo, tenere le posate in mano o legarsi le scarpe.
L’estratto di rosa canina è stato ricavato dalle bacche, note anche con il nome di “cinorrodi”, che maturano da fine estate ad autunno inoltrato (a seconda delle zone) e sono caratterizzate da una forma ovoidale e di un colore che va dal giallo al rosso intenso.
Questi frutti contengono molta Vitamina C, che è presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto ai più noti agrumi. Altro componente degno di nota è il licopene, un rinomato e potente antiossidante che, tra gli altri, aiuta a ridurre il colesterolo LDL, a combattere l’invecchiamento e l’infiammazione.
I risultati dei test condotti in questo studio clinico hanno inoltre mostrato che l’estratto, somministrato sotto forma di pillole, aveva un effetto sul dolore che era duraturo nel tempo; per cui i ricercatori ritengono che chi lo assume possa ridurre in modo significativo l’assunzione di antidolorifici di sintesi.A conclusione, gli autori ricordano che le pillole di rosa canina – che sono state oggetto di brevetto – saranno a breve disponibili sul mercato per tutti coloro che voglio provare un’alternativa ai farmaci antalgici.

SUCCEDE SOLO DA MC DONALD’S.. PER FORTUNA !!


SUCCEDE SOLO DA MC DONALD’S.. PER FORTUNA !!
novembre 29
13:202011
PER MOLTI GIOVANI
Mc Donald’s è un posto divertente, dove mangiare convenientemente. Ma andiamo oltre a questo paradiso di plastica colorata luccicante e scopriamone la vera faccia. Mc.Donald’s spende una fortuna, cercando di coltivare un’ immagine pulita. I bambini sono adescati (trascinandosi dietro i genitori) con la promessa di avere giocatoli gratis e altre trovate. Ma dietro la faccia sorridente di Ronald Mc Donald’s giace la realtà. L’unico interesse di Mc Donald sono i soldi. Mentre milioni di persone sono affamate, vaste aree di terre in paesi poveri sono sfruttate per l’allevamento di bestiame e la coltivazione di grano per nutrire gli animali che saranno mangiati in occidente.
MC DONALD’S PROMUOVE CONTINUAMENTE
Prodotti a base di carne, incoraggiando la gente a mangiare carne più spesso, sprecando sempre più le risorse dell’umanità. Gli animali consumano più grano degli umani: 150 milioni di tonnellate date al bestiame producono solo 21 milioni di tonnellate di carne e prodotti secondari. Con una dieta vegetariana qualsiasi nazione occidentale potrebbe essere autosufficiente. Mc Donald’s promuove il suo cibo come salutare, ma in realtà ha un alto contenuto di grassi animali, zucchero, sale e basso contenuto di fibre e vitamine; in numerose ricerche è stato collegato che questo tipo di dieta porta malattie cardiocircolatorie, cancro, diabete e artrite. Questo cibo è anche imbottito di additivi chimici (per coprire il gusto schifoso) che causano malattie ed iperattività nei bambini. Da non dimenticare che la carne avendo un alto contenuto di calorie manca di volume e induce a mangiare troppo causando obesità. In Inghilterra nel 1990 Mc Donald’s è stato responsabile di avvelenamento di cibo in quanto molte persone si avvelenarono il fegato.
LE FORESTE PIU’ BELLE DEL MONDO
Vengono distrutte ad una velocità impressionante dalle multinazionali. È stato ammesso ufficialmente che i manzi utilizzati sono stati allevati usando terreni delle foreste equatoriali, impedendone quindi la rigenerazione. Inoltre, l’uso della terra coltivabile da parte delle multinazionali e dei loro fornitori, costringe la popolazione indigena a spostarsi su altri terreni abbattendo quindi altri alberi. Inoltre, i gas emessi dagli allevamenti a catena nell’ industria bovina, sono uno dei fenomeni originanti l’effetto serra. Per non parlare dei rifiuti dei  fast-food. Il menù di Mc Donald’s si basa sullo sterminio di milioni di animali ogni anno. Molti sono rinchiusi in capannoni per tutta la vita senza mai uscire all’aria fresca e al sole e senza neanche mai camminare. La loro morte è barbara e atroce. Noi possiamo scegliere se mangiare la alternativa. Per i lavoratori di Mc Donald’s e altri fast-food la paga è bassa e la retribuzione degli straordinari non viene pagata. La compagnia mantiene alti profitti e basse buste paghe per cui molta gente si licenzia e il personale, costretto a rimanere, deve lavorare di più e più velocemente ed è cosi che c’è un alto indice di incidenti, in particolare bruciature. La maggior parte dei lavoratori è gente che ha poche opportunità di lavoro, perciò è costretta ad accettare questo sfruttamento. È certo che comunque sarebbe meglio trovare un lavoro che non nuocia a nessun essere vivente.
IL PANINO IMMORTALE
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Fonte : Altranews

NON VACCINATE I VOSTRI FIGLI – RACCOLTA DI 200 STUDI SCIENTIFICI










vax 

  • Bichel, “Linfoadenite post-vaccinale che progredisce in un caso di Hodgkin”, Acta Med Scand, 1976, Vol 199, p523-525
  • Stewart AM, “Eziologia della leucemia infantile”, The Lancet, 16 ott. 1965, 2:789-790
  • Glathe H, “Evidenza di attività cancerogena del substrato vaccinale”, Development Biol Std, 1977, 34:145-148
  • Bolognesi DP, “Potenziale virus della leucemia da vaccini”, Canad. Research, feb. 1976, 36(2): 655-656
  • Colon VF, “Necrosi vaccinale quale chiave di linfoma linfatico”, Geriatrics, dic. 1968, 23:81-82
  • Park-Dincsoy H, “Scomparsa dei linfociti in un caso di cancrena vaccinale”, Laval Med, gen. 1968, 39:24-26
  • Hugoson G, “Comparsa di leucosi bovina a seguito di vaccinazione Babesiosis”, Bibl Haemat, 1968, 30:157-161
  • Hartstock, “Linfoadenite post-vaccinale: iperplasia del tessuto linfoide che simula i linfomi maligni”, Cancer, aprile 1968, 21(4):632-649
  • Allerberger F, “Un’epidemia di linfoadenite suppurativa connessa con vaccinazioni BCG in Austria, 1990/1991″, Am Rev Respir Disorder, agosto 1991, 144(2) 469
  • “Tumori maligni come complicazione ritardata di vaccinazioni”, Arch Derm, Vol 98, 1968
Vaccini e alterazioni cromosomiche
  • Knuutila S, “Maggiore incidenza di alterazioni cromosomiche e di Sister Cromatid Exchange (SCE) in linfociti in vivo di 12 pazienti vaccinati contro la varicella”, Hum Genet, 23 feb. 1978; 41(1):89-96
  • Cherkeziia SE, “Disfunzioni dell’apparato dei cromosomi della murena indotti per vaccinazione con un complesso di vaccini antivirali”, Vopr Virusol, sett. 1979, (5):547-550
Vaccini ed autoimmunità
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  • Romanov VA, “Ruolo dei processi autoimmuni nella patogenesi delle lesioni post-vaccinali del sistema nervoso”, Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, ott. 1977, 10:80-83
  • Grachev VP, “Formazione di auto-anticorpi in animali da laboratorio dopo iniezione con virus di diversa virulenza”, Acta Virol (Praha), luglio 1973, 17:319-326
  • Vautier G, Carty JE, “Artrite reumatoide acuta poitiva all’analisi del siero a seguito di antiepatite B”, Br. J. Rheumatol., 1994; 33:991
  • Movsesiants AA, “Studi sperimentali sull’abilità di diversi ceppi di virus vaccinali nell’indurre la formazione di autoanticorpi”, Vopr Virusol, maggio-giugno 1975; (3):297-302
  • Hassan W, Oldman R, “Sindrome di Reiter e artrite reattiva nella salute di assistenti sociali dopo le vaccinazioni”, Br. Medical J., 1994, 309: 94
  • Negina IP, “Formazione di auto-anticorpi a seguito della vaccinazione con diversi tipi di vaccini tifoidi”, Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, maggio 1980; (5):69-72
Vaccini e diabete
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  • Sinaniotis, “Diabete mellitus a seguito della vaccinazione antiparotite”, Arc Dis Child, 1975, 50:749.66
  • Patan, “Grave diabete mellitus post-vaccinale”, Ter Arkh, luglio 1968, 40:117-118
  • Classen JB, “La modalità temporale della vaccinazione ha un effetto sullo sviluppo del diabete in roditori”, Autoimmunity, 1996, 24:137-145
  • Classen JB, “Epidemia di diabete e vaccinazioni anti-epatite B”, N Z Med J, 109(1030):366, 27 sett. 1996
  • Classen JB, “Vaccinazione infantile e diabete mellitus”, N Z Med J, 109(1022):195, 24 maggio 1996
  • Poutasi K, “Vaccinazioni e diabete”, N Z Med J., 26 luglio 1996;109(1026):283
  • Dokheel TM, “Una epidemia di diabete infantile negli Stati Uniti? I dati raccolti”, Diabetes Care, 1993, 16:1606-1611
  • Parent ME, “Vaccinazioni con Bacille Calmette-Guerin ed incidenza di diabete mellitus a Montreal, Canada”, Diabetes Care, maggio 1997; 20(5):767-772
  • House DV, Winter WE, “Diabete autoimmune. Ruolo dei markers di auto-antigeni nella predizione e prevenzione del diabete mellitus,” Clin Lab Med, sett. 1997, 17(3):499-545
  • Zeigler M, “Auto-anticorpi nel diabete mellitus di tipo 1″, Z Arztl Fortbild (Jena), agosto 1994; 88(7-8):561-5
Allergie e reazioni anafilattiche a vaccini
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  • “Anafilassi dovuta a vaccinazioni”, Can Med Assoc J., vol 134, feb. 1986
  • Bernard JG, “Complicazioni alla vaccinazione e reazioni cutanee allergiche in individui giovani”, Rey Corps Sante Armees, feb. 1962; 3:35-46
  • Smith RE, “Reazioni allergiche ai materiali di immunizzazione in bambini ed approccio alla diagnosi”, Ann Allerg, dic. 1965; 23:600-603
  • Erdmann G, “Allergia alla vaccinazione”, Muenchen Med Wachr, 16 giugno 1961; 103:1217-1219 & 103:1256-1259
  • Kreinin LS, “Effetto allergizzante sugli organi respiratori della vaccinazione con aerosol e delle rivaccinazione contro tifoide e tetano”, Zh Mikrobiol, agosto 1968, 45:130-132
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Le malattie che i vaccini dovrebbero prevenire, vengono anche indotte dai vaccini!
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Manca qualche altro organo?

Cuore
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Polmoni
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Fegato
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(L’antiepatite B è data per proteggere il fegato dalla malatita, giusto? Ebbene causa anche danni al fegato!)
Occhi
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