domenica 18 ottobre 2015

VACCINI: Ecco la ricerca che spaventa l’Istituto Superiore di Sanità!


Dott. Stefano Montanari_NanodiagnosticsAmmetto di essere sempre stato violentemente allergico ai tuttologi e a coloro che pontificano su argomenti a loro sconosciuti. Mi atterrò, quindi, a ciò che costituisce la mia esperienza quotidiana di ricercatore indipendente (indipendente è un aggettivo fondamentale), invitando chi avrà la pazienza di leggermi a contraddirmi senza, però, farmi perdere tempo, vale a dire prove proprie alla mano (proprie è anche qui aggettivo fondamentale) perché di chiacchiere ne subiamo già con posologie equine e non abbiamo bisogno di supplementi.
Che l’autismo, nelle sue varie manifestazioni, sia una condizione in continuo aumento è un fatto che leggo non solo attraverso i dati statistici, quasi esclusivamente provenienti dagli Stati Uniti, perché altrove si preferisce interessarsi d’altro, ma di cui mi accorgo anche per esperienza personale. Fino ad un certo punto della mia vita io mi ero occupato poco o nulla delle patologie della mente e del comportamento, e dell’esistenza dell’autismo io ebbi cognizione solo, se ricordo bene, nel 1988 quando vidi il film Rain Man. L’idea che mi ero fatto allora era quella di una condizione bizzarra tutt’altro che comune. Oggi, a distanza, tutto sommato, di poco tempo, di soggetti autistici ne ho incontrati non pochi, alcuni, addirittura, figli di amici, e, consultando i dati statistici che dimostrerebbero un aumento vertiginoso della malattia, addirittura moltiplicato per 10 nell’ultimo quarantennio, credo ci sia motivo di porsi qualche domanda.
Ad oggi la causa scatenante non è stata individuata e, come prima, ovvia conseguenza, non ci sono terapie certe per affrontare il problema. C’è qualcosa che dà qualche risultato, a volte anche degno di nota, molto c’è d’inefficace. Tutto pare dipendere da caso a caso, perché le manifestazioni della patologia sono piuttosto varie, tanto che, al massimo, si possono raggruppare non come una malattia unica ma sotto l’insegna di “disturbi dello spettro autistico” e non di più.
Quando non si sa dove andare a parare in Medicina, la scialuppa di salvataggio è spesso quella di un’origine genetica di una patologia e l’autismo, comunque lo si voglia chiamare, non è sfuggito alla prassi. Prove, però, non ce ne sono, tanto che il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”, la bibbia di chi si occupa di disturbi mentali, esclude quell’origine.
E, allora, bisogna andare a cercare da qualche altra parte.
A me è capitato più di una volta di parlare con i genitori di soggetti autistici e spesso, quasi sempre, questi mi raccontavano come il bambino fosse nato perfettamente sano e poi, d’improvviso, praticata una vaccinazione, si fosse verificato nel giro di pochissimo tempo un cambiamento drammatico del comportamento con risposte agli stimoli vicine all’assenza. A sentire quei genitori, una cosa è certa: i bambini non erano nati autistici e una patologia genetica non si manifesta nel giro di poche ore, per di più in modo così vistoso, a distanza di tempo dalla nascita. A questo punto, visto che in qualche modo i vaccini entrano giusto giusto all’inizio della storia, mi parrebbe del tutto logico cominciare ad indagare su di loro, il tutto senza preconcetti di condanna a priori perché la Scienza vera, quando fa le sue verifiche, funziona così, senza spazio per le opinioni. E questo è ciò che abbiamo fatto nel nostro laboratorio, anche se, in origine, la ricerca sui vaccini aveva un carattere molto più generale.
Negli anni abbiamo analizzato con una tecnica di microscopia elettronica validata da due progetti di ricerca europei 28 vaccini, spesso in un solo esemplare per ognuno di essi, di cui 27 per uso umano e uno, l’ultimo, per la prevenzione della panleucopenia, della rinotracheite infettiva e delle infezioni da Calicivirus nel gatto. Potrà sembrare curioso, ma solo il vaccino veterinario è risultato esente da inquinamento da parte di micro- e nanoparticelle solide e inorganiche quali acciaio, piombo, titanio e quant’altro. È evidente che iniettare quella roba in un organismo non possa risultare benefico, e 25 anni di ricerche e di scoperte da parte nostra stanno lì a dimostrarlo.
Una delle possibilità è quella che qualcuna di quelle particelle finisca nel cervello di chi ha subito la vaccinazione con un vaccino “sporco” e l’effetto non potrà che essere quello di un corpo estraneo, magari addirittura elettroconduttore come di regola accade con i metalli, che vada a situarsi in qualche formazione cerebrale che possa dare origine a comportamenti patologici. Particelle nel cervello ne abbiamo trovate e fotografate a più riprese sia in diversi casi di tumore sia nelle vacche ammalate di encefalopatia spongiforme (la cosiddetta mucca pazza). Dunque, che le particelle possano raggiungere il cervello è un fatto certo, peraltro confermato anche dagli studi di GünterEva, e Jan Oberdörster.
Nella nostra ormai non breve esperienza (parlo al plurale perché protagonista della ricerca con me è mia moglie Antonietta Gatti) abbiamo constatato come le particelle siano capaci di entrare perfino nel nucleo delle cellule interferendo con il DNA e forse anche con i cosiddetti organelli, e che cosa succederebbe se le cellule fossero quelle del cervello, come è impossibile escludere? E abbiamo osservato anche come certe particelle, una volta entrate in un tessuto biologico, si ossidino formando sostanze tossiche che attaccano i tessuti circostanti. Di fronte a questo, allora, perché non seguire questa pista? Non è detto che sia quella giusta, ma è certo un percorso da esplorare, non fosse altro che, eventualmente, per escluderlo se si rivelasse infruttuoso. Dopotutto motivi per intraprendere una ricerca indipendente (ancora una volta l’aggettivo) ce ne sarebbero arrivate perfino dalle case farmaceutiche. In certi bugiardini (salvo italiche manomissioni da parte di chi è incaricato di proteggerci e pagato per farlo) si menziona con chiarezza l’autismo tra i possibili effetti collaterali di una vaccinazione e di regola si avverte di non procedere con vaccinazioni multiple con più di un preparato per evitare danni neurologici. Impossibile non domandarsi perché un produttore dovrebbe scrivere cose simili se non ci fosse un fondamento, se non si sentisse il bisogno di mettere le mani avanti con un “io te l’avevo detto e ora la responsabilità è tua.”
A questo punto avviene ciò che non ci si aspetterebbe o, almeno, non si aspetterebbe una persona onesta e razionale: quella pista non deve essere battuta. Si può parlare di epigenetica, si può ipotizzare l’esistenza di sostanze proteiche mai viste (e mai trovate), si può immaginare – perché no? – l’esistenza di virus o di chissà che altro, ma i vaccini non si devono toccare. Già di questo io feci esperienza quando, per due volte, consegnai ai Carabinieri del NAS (Roma e Parma) i dati delle nostre ricerche in proposito: tutto insabbiato. E in prima linea in questo insabbiamento si schiera l’Istituto Superiore di Sanità in cui i burocrati (non riesco a chiamarli altrimenti) hanno reagito in una maniera a dir poco ridicola al ritrovamento d’inquinanti nei vaccini.
Molto ingenuamente, convinto che una ricerca incentrata su una possibile responsabilità dei vaccini, sotto consiglio di un amico (padre di un bambino autistico) mi rivolgo ad una fondazione chiamata I Bambini delle Fate, fondazione che finanzia le ricerche sull’autismo. Parlo un paio di volte al telefono con i responsabili e mando un programma di ricerca. Da un certo punto di vista cose molto semplici con tanta possibilità di ampliamento e di approfondimento ma del tutto fondamentali. Chi vuole può leggersi il documento in calce.
Per chi non la conosce, è bene sapere che la fondazione distribuisce non poco denaro raccolto da aziende e da privati a chi si occupa di autismo e la somma che ci sarebbe necessaria è ampiamente nelle sue possibilità. Una ricerca come quella avanzata non è mai stata messa in atto e, dunque, quella proposta sarebbe un’occasione di sicuro interesse.
Ma I Bambini delle Fate non ci gradiscono. Il perché lo lascio a chi mi legge. Molto meglio finanziare l’Istituto Superiore di Sanità (con cui noi non abbiamo nulla a che spartire perché noi facciamo ricerca ad un livello molto diverso), un ente che, con l’aiuto dei suoi burocrati, indagherà sulle origini genetiche dell’autismo. Si potrà obiettare che l’idea, peraltro affetta da una robusta dose di assurdità, è già stata abbondantemente scartata da Scienziati veri, ma quella è una strada eccellente per fare i gattopardi e per non arrivare da nessuna parte. L’ho detto: sono stato ingenuo a perdere tempo con I Bambini delle Fate. L’unica cosa che posso augurarmi ora che ho capito un po’ di cose è che nessuno dia più un centesimo a quella fondazione, almeno se il desiderio è quello che si faccia davvero qualcosa di serio per gettare un po’ di luce sull’origine di quella che sta diventando una malattia, o una serie di malattie, di proporzioni devastanti. Finanziando ricerche stravaganti, il pericolo concreto è che risultati stravaganti entrino a far parte del bagaglio di “conoscenze universalmente accettate”, con questo perpetuando uno stato d’ignoranza che, con tutta evidenza, fa comodo a qualcuno.
“Ad oggi la causa scatenante non è stata individuata” ho scritto sopra. Ma chi vuole davvero individuarla?

Approccio innovativo per verificare l’impatto dei vaccini sull’autismo

di
Dott. Stefano Montanari
Nanodiagnostics srl, Modena, Italia
Dott.ssa Antonietta M. Gatti , Int. Fellow USBE
Istituto per la scienza e Tecnologia dei Materiali, Consiglio Nazionale delle Ricerche,
Faenza, Italia

Introduzione

È possibile che i vaccini contro le malattie infettive abbiano risparmiato vite umane. Già praticati in maniera tutto sommato primitiva in base ad osservazioni empiriche nella prevenzione del vaiolo tra Turchia e Grecia ben prima dell’episodio celeberrimo che vide protagonista il medico scozzese Edward Jenner a fine Settecento, questi farmaci devono una parte importante del loro progresso a Louis Pasteur, non medico ma chimico vissuto in pieno Ottocento.
Ora, per motivi sempre più oggetto di dibattito, le vaccinazioni, spesso come pratica di massa, contro un numero crescente di malattie stanno diventando via via più diffuse, e con esse un numero pure crescente di effetti indesiderati. Tra questi rientra anche l’autismo, un quadro patologico assai complesso che sta assumendo una rilevanza mai sperimentata prima d’ora e di cui si discute con preoccupazione sempre più viva.
Molti ricercatori hanno cercato una prova scientifica per verificare se fosse rilevabile una relazione causa-effetto tra vaccinazione e autismo, ma a tutt’oggi non esistono certezze.
Una ricerca finanziata dal National Institute of Mental Health, dal National Institutes of Health e dall’U.S. Department of Health and Human Services ha cercato, in particolare, di verificare i legami tra il vaccino trivalente (contro il morbillo, la rosolia e la parotite) e i disordini dello spettro autistico, non trovandone alcuno. L’indagine ha coinvolto 95.727 bambini, seguiti per almeno 5 anni tra il 2001 e il 2012, con fratelli maggiori, alcuni dei quali autistici, una condizione che si suppone ponga i piccoli in una situazione di maggior rischio di contrarre autismo.
Questo è lo stato ufficiale dell’arte, ma è impossibile non notare come nessuno dei ricercatori coinvolti abbia mai analizzato i vaccini incriminati e/o i tessuti dei bambini ammalati. Certo è che la patologia pare insorgere entro brevissimo tempo, spesso una sola giornata, dal momento della vaccinazione praticata su bambini che si presentavano perfettamente sani.
Definire l’autismo come una singola malattia e non altro potrebbe significare cadere nel semplicismo. Di fatto si tratta di una condizione molto sfaccettata per i sintomi sofferti e per i comportamenti di chi ne è affetto, una condizione per la quale di fatto non esistono terapie validate e, soprattutto, come già sottolineato, al di là di ogni presa di posizione, una condizione di cui non si conosce la causa, se mai la causa è una sola e non una serie concomitante di concause.
Di quali siano i numeri relativi ai soggetti interessati in Italia non c’è contezza. I dati che arrivano dagli Stati Uniti e che là vengono censiti parlano oggi di un bambino ogni 68, numeri tutt’altro che tranquillizzanti, specie se si considera come questi stiano marcando un aumento assai ragguardevole negli ultimi anni.
Ciò che si pratica attualmente è una sorta di rieducazione del soggetto attraverso attività come, ad esempio, tra i non pochi trattamenti, la cosiddetta “animal-assisted therapy” o l’esercizio sensoriale e motorio. Nella maggior parte dei casi si tratta di pratiche del tutto innocue che, se non portano grandi benefici e certo mai alla guarigione, quanto meno non sono dannose. Ma, se in chi è già affetto dalla condizione queste pratiche sono certamente accettabili e se l’eventuale ricerca di mezzi farmacologici ancora ben lontani dall’esistere resta necessaria, è la prevenzione primaria ciò che deve essere perseguito, e prevenzione primaria non significa né cura né diagnosi precoce ma, molto semplicemente, significa il non ammalarsi. Dunque, come base per qualunque contromisura è indispensabile rendersi conto da dove arrivi l’autismo.
Pur senza averne certezza, è più che possibile che le cause siano più di una, vista anche la diversità delle manifestazioni, ed una causa impossibile da escludere potrebbe essere quella dell’ingresso nel cervello di sostanze tossiche.
Che i vaccini possano causare granulomi localmente nel punto di inoculazione è accertato anche da nostri studi nei bambini e negli animali (T. HansenL. KlimekF. BittingerI. HansenF. CapitaniA. WeberA. GattiJK KirkpatrickMastzellreiches AluminiumgranulomDer Pathologe. 29(4):311-3.) Quello che non è accertato è se esistano effetti sistemici come sembra in alcuni casi, da che cosa questi siano stati indotti e perché ciò accada solo in casi sporadici.
Una delle ipotesi è che alcuni componenti “non biologici” del vaccino come, ad esempio, gli adiuvanti o i conservanti o gli stabilizzanti possano essi stessi essere responsabili degli effetti collaterali.
Uno dei componenti storici era il Thimerosal un composto organo-metallico contenente mercurio, poi in progressiva eliminazione dalla formulazione dei vaccini per la sua ben nota tossicità. Attualmente ai vaccini vengono aggiunte numerose sostanze tra cui l’idrossido di alluminio, lo squalene, la formaldeide e diversi antibiotici, alcune delle quali non denunciate nella letteratura del produttore. A proposito dell’autismo, l’alluminio è stato molto spesso indicato come responsabile di patologie neurologiche, anche in questo caso senza giungere mai ad una certezza.
Lo studio che si propone va proprio nella direzione di cercare la presenza di sostanze diverse dal principio attivo, in particolare degli inquinanti, non di rado inorganici, che possono malamente interagire con la frazione biologica del farmaco o con il soggetto ricevente. In specie si vuole indagare se nella formulazione dei vaccini vengano aggiunte particelle micro- e nanodimensionate solo in parte degradabili, particelle che, come è già stato dimostrato in USA dal prof. Günter Oberdörster al Medical Center dell’Università di Rochester, se inalate o iniettate, possono arrivare a livello cerebrale (Oberdörster GElder ARinderknecht A. Nanoparticles and the brain: cause for concern?.J Nanosci Nanotechnol. 2009 Aug;9(8):4996-5007).
È importante sottolineare come gli effetti patogeni indotti o presumibilmente indotti dai vaccini siano solo molto raramente denunciati, e questo a dispetto dell’obbligo che ricade sul vaccinatore. Malauguratamente, dunque, i dati ufficiali sono inficiati da una pesante sottostima. Ascoltando le testimonianze di non pochi genitori di bambini autistici, però, è impossibile non rilevare la stretta consequenzialità temporale più volte constatata tra la somministrazione di un vaccino e l’insorgenza improvvisa della condizione. Indipendentemente dalle convinzioni personali di ognuno, convinzioni che non hanno diritto di cittadinanza in campo scientifico dove conta solo l’oggettività dei fatti, se si vuole davvero individuare una causa o una delle cause dell’autismo, non fosse altro che per il movimento di opinione esistente è impossibile non indagare sui vaccini, un’indagine che è da sempre ostacolata per la consistente economia legata all’uso che di quei farmaci si fa. Ad oggi gli studi eseguiti sui vaccini sono sempre stati a dir poco limitati nel loro ambito, evitando di cercare le sostanze inquinanti eventualmente contenute nel farmaco. Anzi, quando ne è stata denunciata la presenza, le reazioni sono state invariabilmente quelle di un goffo silenzio o di un tentativo parimenti goffo di sminuire la rilevanza delle pur pochissime indagini condotte a proposito. È evidente che impedire o, comunque, non eseguire in modo approfondito e con le tecniche del caso questo tipo d’indagine insinua sospetti, magari pure ingiustificati, ma fino a che non esisterà una parola definitiva sull’argomento, magari per escludere qualunque responsabilità dei vaccini, e l’opinione prevarrà sui fatti la questione resterà non solo aperta ma caldissima.

Progetto di ricerca sui vaccini.

Lo studio che si propone è volto a verificare l’entità e la qualità di sostanze eventualmente presenti nei farmaci in parola al momento sul mercato ed estranee sia al principio attivo sia alle buone pratiche di preparazione farmaceutica. Lo studio si propone altresì di verificare se esiste una correlazione fra un vaccino, la sua effettiva composizione e possibili effetti neurologici su soggetti umani, in particolare l’autismo.
Il laboratorio Nanodiagnostics è specializzato in analisi effettuate con un microscopio elettronico per identificare corpi estranei inorganici micro- e nanodimensionati (<200nm) all’interno della matrice organica. Negli anni il Laboratorio ha messo a punto tecniche innovative all’interno di due progetti di ricerca europei (NanopathologyDIPNA) ideati e coordinati dalla dott.ssa Antonietta Gatti, co-autrice di questo progetto, che hanno evidenziato all’interno di tessuti patologici la presenza di corpi estranei responsabili della patologia. Le tecniche riguardano ogni tipo di tessuto biologico inclusi sangue e sperma. La stessa tecnica può essere opportunamente applicata ad innumerevoli altre matrici inclusi i vaccini, in quest’ultimo caso per indagare sull’eventuale presenza di quegli inquinanti, cosa che Nanodiagnostics ha già posto in pratica controllando 27 esemplari di vaccini diversi rilevandoli inquinati.
Il progetto di ricerca prevede tre diversi workpackages da suddividersi su tre anni:
WP1– Analisi sui documenti AIFA relativi ai vaccini che hanno indotto più effetti indesiderati in funzione della tipologia di vaccino con particolare riguardo agli effetti neurologici e, ancora più in particolare, all’autismo.
WP2– Analisi di microscopia elettronica tramite un microscopio elettronico a scansione a emissione di campo di tipo ambientale (FEGESEM, Quanta 200, Fei Company, Paesi Bassi) e di microanalisi a raggi X di un sistema a Dispersione di Energia (EDS della EDAX, USA) dei vaccini maggiormente a rischio classificati per patologia per identificare quanto non appartenente alla corretta formulazione farmaceutica del vaccino con particolare riguardo ai corpi estranei non appartenenti alla formulazione dichiarata. I corpi estranei eventualmente identificati saranno valutati in riferimento ad un possibile inquinamento industriale. Vaccini di ditte diverse e venduti in paesi diversi saranno analizzati. Un data base verrà allestito sui risultati.
WP3– Analisi di citotossicologia dei corpi estranei identificati con cellule 3T3. Una volta identificati i corpi estranei si valuterà la loro tossicità con test in-vitro su cellule verificando la loro vitalità dopo 24 e 48 ore con il MTT test.
WP4– Apertura di un sito web per illustrare le finalità della ricerca e punto di ascolto per i genitori in procinto di vaccinare i loro figli, ma soprattutto punto di ascolto per chi ha avuto effetti collaterali dopo la vaccinazione (bambini ed adulti) .
WP5- Analisi sul campo. Durante i tre anni di attività si offriranno analisi del sangue senza spese per il soggetto nei casi in cui si sono verificati effetti collaterali di tipo neurologico e, in particolare, rientranti in un quadro di autismo, nelle 48 ore successive all’inoculo dei vaccini. In questi casi campioni di sangue verranno trattati per separare le quattro fasi (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine e plasma) e verificare mediante le stesse analisi del WP2 se si identificano particelle estranee al sangue, cluster o aggregati. I risultati verranno confrontati col database sviluppato in WP2.
WP6 – Analisi e correlazione dei dati da WP2, WP3, WP4 e WP5

Dettaglio delle attività del Progetto in funzione del tempo.

Anno 1
Anno 2
Anno 3
Attività
I
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I
II
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IV
I
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III
IV
WP1-Analisi dei dati dell’AIFA
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WP 2-Identificazione dei corpi estranei nei vaccini
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WP 3- Test di tossicità in vitro
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WP 4- Apertura di un sito web.xxx
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WP 5- Analisi sul campo
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WP6- Correlazione dei risultati con i casi patologicixxxx
Risultati: La presenza di corpi estranei sarà analizzata in funzione della loro non biocompatibilità ed eventuale tossicità per l’organismo. Articoli scientifici presenteranno i risultati e alla comunità scientifica e alla popolazione.

Impatto sanitario e sociale della ricerca

Per la prima volta si effettuerà una ricerca relativa al reale contenuto dei vaccini. Quanto risulta dalla letteratura pubblicata dai produttori e ciò che si rileva, invece, analizzando i vaccini con la tecnica proposta presentano differenze o, meglio, omissioni, tutt’altro che trascurabili. Ciò che il laboratorio Nanodiagnostics ha rilevato in tutti i campioni di vaccino finora analizzati è stata la presenza di micro- e nanoparticelle solide inorganiche la cui patogenicità è indiscutibile. Allo stato dei fatti, però, di questi inquinanti non esiste traccia nei documenti relativi ai controlli effettuati dagli enti preposti né, tanto meno, ne accennano i produttori. Uno studio accurato potrebbe finalmente mettere in luce in modo oggettivo ciò che ad oggi non è molto più di un sospetto, sospetto che, fino a che le indagini del caso non saranno state svolte e rese pubbliche resterà tale, conservando aperta una palestra di discussioni, di malintesi e di diatribe che, lungi dal risolvere la questione, altro non fanno se non dividere ancora di più quelle che oggi sono ben poco di più di raggruppamenti di tifosi. Il tutto senza costrutto.
L’indagine proposta tende a rivelare la presenza indebita di elementi non appartenenti alla formulazione dei vaccini o che hanno malamente interagito fra di loro inducendo, per esempio, una flocculazione. La conoscenza dei fatti può portare benefici incalcolabili per la salute umana e, collateralmente, anche alle finanze dedicate alla spesa sanitaria. La conoscenza dei fatti dimostrati obiettivamente porterebbe indubbiamente a far sì che i produttori fossero messi nelle condizioni d’individuare le fonti d’inquinamento mettendo poi in pratica le contromisure del caso per eliminarle. È un fatto che, finché la presenza degli inquinanti continuerà a passare sotto silenzio, i vaccini resteranno nelle condizioni in cui si trovano ora.
Questo ulteriore passo (suggerimenti specifici per l’eliminazione di corpi estranei e flocculanti) verrà intrapreso con le ditte produttrici identificando i punti di inquinamento nel loro processo industriale.
La ricerca durerà tre anni e verrà svolta presso la Nanodiagnostics da
  1. Antonietta Gatti, International Fellow dell’Union of the Societies of Biomaterials and Engineering,
  2. Dott. Stefano Montanari, farmacista e ricercatore indipendente in campo medico,
  3. Dott. Federico Capitani, tecnologo biomedico,
  4. Sig.ra Lavinia Nitu, trattamento dati
  5. Contrattista biotecnologo (da inserire nella ricerca)
Costi-
I anno : 100.000 €
II anno : 100.000 €
III anno : 80.000 €
Il costo della ricerca è da suddividersi in materiale non inventariabile ( vaccini, kit per i test, ore uomo, ore macchina, cellule, pagine web, software), missioni e possibilmente congressi per presentare i risultati.

Presentazione della

NANODIAGNOSTICS

Il laboratorio Nanodiagnostics [Via Fermi, 1/L – 41056 San Vito (Modena)] svolge dal 2004 indagini sulle patologie da micro- e nanoparticelle inorganiche di origine ambientale.
Dopo ricerche iniziate ai primi Anni Duemila, a cavallo tra il 1997 e il 1998 la dott.ssa Antonietta Gatti coadiuvata dal marito dott. Stefano Montanari scoprì che le micro- e nanoparticelle inorganiche prodotte da fonti diverse e ormai ubique possono entrare attraverso vari meccanismi (ingestione, inalazione, iniezione, ecc.) nell’organismo dove, catturate da qualunque tessuto senza possibilità di esserne liberate, esplicano l’effetto classico del corpo estraneo: una reazione infiammatoria, in questo caso cronica per la non degradabilità della maggior parte delle particelle. Da qui una lunga serie di malattie denominate nanopatologie: importanti turbe del comportamento, affezioni cardiovascolari come infarto del miocardio, ictus e trombo-embolia polmonare, parecchi tipi di tumore, malattie neuro-endocrine, malformazioni fetali, aborti, ecc.
Lo studio che si esegue nell’ambito del laboratorio prevede l’osservazione al microscopio elettronico di tipo ambientale (ESEM) con tecniche proprie validate dai progetti di ricerca europei Nanopathology e DIPNA di campioni di tessuto biologico o di matrici quali alimenti, farmaci, reperti ambientali, ecc.
Il laboratorio Nanodiagnostics è inserito fra le 100 migliori offerte tecnologiche nate nell’ambito comunitario europeo.
Il dott. Montanari, direttore del laboratorio, autore di numerosi libri ed articoli sull’argomento delle nanopatologie e di oltre 900 conferenze pubbliche, è assistente di citometria all’Università di Urbino. Insieme con la dott.ssa Gatti è autore di capitoli su diversi libri sull’argomento pubblicati all’estero, soprattutto negli USA, del libro “Nanopatology: the health impact of nanoparticles” (Pan Stanford Publishing) e di un libro attualmente in stampa presso l’editore statunitense Elsevier avente ancora per tema le patologie da micro- e nanoparticelle.
Nel 2012 la dott.ssa Gatti attualmente è professore associato al CNR ISTEC di Faenza ed assistente di citometria all’Università di Urbino. E’ co-fondatrice del laboratorio Nanodiagnostics ed è stata nominata International Fellow dall’ Unione Mondiale delle Società di Biomateriali ed Engineering.
Dal 2010 è Visiting Professor di un Istituto del Dipartimento di Stato a Washington per la biosicurezza (Institute for Advanced Sciences Convergence, Department of State) ed è consulente della European Science Foundation a Strasburgo. È autrice di circa 220 articoli su riviste impattate sul tema delle nanopatologie.

Nanodiagnostics srl

Via E.Fermi 1/L, 41057 San Vito (Modena) Italy,
Segreteria: 059 798778;  fax 0597579182; info@nanodiagnostics.it
Sito Internet: www.nanopathology.it; Su http://autismovaccini.org/
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sabato 17 ottobre 2015

VACCINI: 38 MOTIVI PER NON VACCINARE I BAMBINI!

 1. Non c’è studio scientifico per determinare se i vaccini davvero proteggono l’uomo dalle malattie.
2. Non ci sono studi a lungo termine che proverebbero la sicurezza dei vaccini.
3. Non c’è mai stato alcun test ufficiale che confronta una popolazione vaccinata con una popolazione non vaccinata, in modo da sapere cosa stanno facendo i vaccini ai bambini e alla società. Studi indipendenti privati ​​(olandesi e tedeschi tipo il  KIGGS dell’agosto 2011, che ha coinvolto 7.724 bambini di tutto il globo) hanno rivelato che i bambini vaccinati soffrono molto di più dei bambini non-vaccinati.
4. Il bambino riceve non uno, ma molti vaccini. Non ci sono praticamente prove per determinare gli effetti di vaccini multipli.
5. Non vi è alcuna base scientifica per vaccinare i neonati. I pionieri dei vaccini che hanno raccomandato abbondante cautela prima di vaccinare la popolazione, non hanno mai sostenuto che le vaccinazioni di massa regolari siano senza alcun pericolo.
6. I bambini sono vaccinati, semplicemente perché i genitori sono spaventati dal sistema a vaccinare per forza i propri figli. Vaccinare i bambini è un business redditizio, sia per i produttori di vaccini, sia  per i dottori. La lobby dei produttori di vaccini premono per far si che tutti i vaccini siano inseriti nel programma di vaccinazione dei bambini. Anche la scuola fa la propria parte richiedendo che i loro pupilli siano “pienamente vaccinati”.
7. Ai neonati che ancora bevono latte materno, hanno un sistema fragile che non tollera niente altro, sono dati 36 tipi di vaccino estremamente tossici, compresi dosi di richiamo, un atto che sfida sia la logica che la scienza.
8. TUTTI GLI INGREDIENTI DEI VACCINI SONO MOLTO TOSSICI IN NATURA.
9. Vaccini contengono metalli altamente tossici, sostanze che causano il cancro, sostanze chimiche tossiche, vivi e geneticamente modificati virus, batteri e tossoidi, siero contaminato contenente virus animale e materiale genetico estraneo estremamente tossico, antibiotici non testati.
10. Mercurio, alluminio e virus vivi nei vaccini, potrebbero essere dietro l’enorme epidemia di autismo (1 su 110 neonati negli Stati Uniti, 1 su 10 in tutto il mondo, 1 su 38 in Corea del Sud, 1 su 37 a Nuova Delhi), un dato questo, che è stato ammesso dalla ‘Corte del Vaccino’ (US Vaccin Court) degli Stati Uniti. A circa 83 casi sospetti di autismo causato dai vaccini, sono stati assegnati risarcimenti.
11. La CDC degli Stati Uniti, il cane da guardia del settore dei vaccini, ha pubblicamente ammesso che il suo studio tanto sbandierato nel 2003 che negava ogni legame tra vaccini e autismo è viziato. Il capo della CDC, Dr Julie Gerberding (ora a capo della divisione vaccini della Merck) ha confessato ai media (CNN) che i vaccini possono causare “l’autismo o sintomi simili”. L’epidemia di autismo si trova in tutti i paesi che hanno permesso vaccinazioni di massa.
12. Nel 1999, il governo degli Stati Uniti ha incaricato i produttori di vaccini degli Stati Uniti di eliminare il mercurio dai vaccini “con effetto immediato”. Ma il mercurio rimane ancora una parte di molti vaccini. I vaccini con mercurio non sono mai stati richiamati e sono stati dati ai bambini fino all’anno 2006. I vaccini “Mercury free” contengono da 0.05mcg a 0.1mcg di mercurio, e ancora costituiscono un pericolo per il bambino visto che il mercurio tende ad accumularsi nel corpo e oggi ci sono molte fonti di esposizione al mercurio. Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatricians: “Il mercury in tutte le sue forme è tossico per il feto e per i bambini e dovrebbe essere fatto uno sforzo per ridurne l’esposizione per quanto possibile alle donne incinte, bambini, così come la popolazione generale”.
13. In INDIA non è stato fatto nessun tentativo per assicurare che il mercurio ed altri metalli vengano rimossi dai vaccini, semplicemente perché sarebbe rendere i vaccini più costosi.
14. Il Mercurio usato nei vaccini è secondo in tossicità solo alla sostanza radioattiva, Uranium. Il Mercurio è 1000 volte più tossico del piombo. È una neurotossina che può danneggiare l’intero sistema nervoso del bambino. Secondo uno studio condotto dallaDott. Teresa Binstock, più di 200 sintomi dell’autismo combaciano completamente con i sintomi di avvelenamento da mercurio. Questo studio ha creato scalpore nel mondo politico e il Congresso arrabbiato, ha chiesto un divieto di mercurio nei vaccini. Il governo degli Stati Uniti ha raccomandato che il mercurio non può essere utilizzato nei vaccini. L’industria ha ridotto il  mercurio in alcune singole fiale, ma alcuni vaccini negli Stati Uniti continuano ad avere mercurio in grandi quantità come ingrediente. Nonostante i gruppi di pressione i produttori di vaccini hanno rifiutato di mettere i vaccini a disposizione del mondo in via di sviluppo. Eli Lily, il produttore di mercurio contenente il controverso composto Thimerosal, ha una notevole influenza negli ambienti politici e molti politici di spicco hanno azioni in questa azienda.
15. Il mercurio si accumula nel grasso. Nel cervello, formato principalmente di cellule adipose, si accumula la maggior parte del mercurio e contribuisce alla formazione dei sintomi peculiari nei bambini autistici. È interessante notare che il mercurio etilico, utilizzato nei vaccini, può attraversare la barriera emato-encefalica ed ha una maggiore tendenza ad accumularsi nel cervello. Inoltre ha la tendenza a rimanere lì per molto tempo, in molti casi in modo permanente. Questa presenza è devastante per i neuroni e le cellule cerebrali.
16. Il mercurio utilizzato nei vaccini è il mercurio etilico. Secondo i medici questa è una tossina industriale ed è 1000 volte più tossica del solito metilmercurio. Il mercurio etilico viene assorbito nel corpo più velocemente del metilmercurio e viene convertito in mercurio inorganico che tende a diventare un cumulo fisso nel cervello.
17. L’alluminio nei vaccini rende il mercurio, in qualsiasi forma, 100 volte più tossico attraverso un processo chiamato tossicità sinergica. L’alluminio è usato in dosi molto elevate nei vaccini, apparentemente per provocare una reazione immunitaria.
18. Secondo uno studio l’alluminio e la formaldeide presenti nei vaccini possono aumentare la tossicità del mercurio, in qualsiasi forma, di 1000 volte.
19. Secondo un articolo sull’autismo, se si considera il limite dell’OMS riguardo la presenza di mercurio in acqua, i vaccinati stanno ricevendo 50.000 volte il limite. I limiti fissati, per inciso, sono per gli adulti e non per bambini.
20. In India, l’autismo è emerso come l’epidemia con la più rapida crescita tra i bambini, più del diabete infantile, AIDS e cancro combinati. Secondo uno studio privato svolto dai medici a Nuova Delhi, si è passati da un bambino malato su 500, ad 1 su 37. “Puoi andare in qualsiasi classe di qualunque scuola oggi e trovare un bambino autistico.”, hanno detto i medici. Sonia Gandhi, presidente del Autism Society of India, il 25 luglio 2011 ha dichiarato in una conferenza internazionale sull’autismo in Dhaka, Bangladesh che 8 milioni di bambini in India soffrono di questo disturbo dello spettro debilitante, la cui evoluzione ha sconcertato gli scienziati medici.
21. L’autismo è una disabilità permanente che colpisce il bambino fisicamente, mentalmente ed emotivamente. Rende il bambino privo di qualsiasi contatto sociale. Impedisce sia la crescita fisica che mentale. Distrugge il cervello causando problemi di memoria e di attenzione, gravi. Distrugge anche il sistema immunitario. La maggior parte dei sintomi mostrati dai bambini autistici corrispondono ai sintomi di avvelenamento da metalli pesanti.
22. I bambini autistici soffrono anche di gravi disturbi intestinali. Come riportato dal Dr Andrew Wakefield, un gastroenterologo reputato del Regno Unito, questo è dovuto al ceppo del vaccino vivo del virus del morbillo presente nel vaccino MMR. Molti bambini diventano pienamente autistici dopo aver preso l’MMR, come riferito dai genitori e dai medici curanti. Il dottor Wakefield ha trovato il virus del morbillo nel sangue, budella, tessuto e nel fluido cerebro-spinale (CSF) dei bambini autistici. Questo risultato nonostante fosse stato confermato da numerosi altri studi pubblicati (Dr Timothy Buie, il dottor VK Singh, Kawashima, il dottor James Walker Smith) il Dr Wakefield è stato disonorato dal governo del Regno Unito, che aveva introdotto il vaccino MMR. La sua licenza per praticare nel Regno Unito è stata annullata e il suo studio è stato tirato fuori dal Lancet.
23. Era già noto che i vaccini hanno causato un epidemia di cancro nella società di oggi. Sia il vaiolo che la Oral Polio Vaccine sono costituiti da siero scimmia. Questo siero ha aiutato molti virus di scimmia ad entrare nel flusso sanguigno umano. Di questi l’unico virus ricercato, SV 40, è cancerogeno. Come da recenti rivelazioni, questi virus continuano ad essere presnti nei vaccini. La presenza del SV 40 in vari tumori umani è dimostrato. Oggi è noto che il virus viene trasmesso alle generazioni future, come la sua presenza nel latte materno e negli spermatozoi umani.
24. E’ noto anche, che l’uso di siero di scimmia nei vaccini ha portato al trasferimento del deficit immunitario Simian Virus (SIV) dalle scimmie all’essere umano. Secondo il dottor Robert Gallo, scopritore del virus deficit immunitario umano, l’SIV e l’HIV (che causa l’AIDS) sono indistinguibili.
25. Un cancro del sangue nei neonati (leucemia linfoblastica acuta), che sta colpendo i bambini a migliaia, può essere causato dalla natura estremamente tossica degli ingredienti del vaccino iniettato direttamente nel flusso sanguigno. Questa preoccupazione è stata espressa da un oncologo dell’ospedale di Mumbai che tratta i bambini con questa malattia.
26. L’ittero infantile e il diabete infantile sono scientificamente collegati ai vaccini tossici.
27. I vaccini non contengono solo il siero proveniente da scimpanzé e scimmie, ma anche da mucche, maiali, polli, uova, cavalli e persino da tessuti umani (linee cellulari) estratte da feti abortiti.
28. Morte e invalidità permanente da vaccino è comune e conosciuta dalla comunità medica. Essi sono incaricati dal governo di tacere e di non associare tali casi con i vaccini prescritti dai medici dell’IMA.
29. Molti medici sostengono che le malattie dell’infanzia sono dovute al corpo che esercita il suo sistema immunitario. Sopprimere queste malattie induce il sistema immunitario a rimanere non sviluppato causando vari disturbi autoimmuni negli adulti come il diabete e l’artrite che sono diventati epidemie.
30. I vaccini sopprimono l’immunità naturale e il corpo non ha più anticorpi naturali. Il latte materno, pertanto, non contiene anticorpi naturali e non può più proteggere il bambino dalle malattie.
31. Negli USA, gli effetti negativi dei vaccini sono registrati e il governo offre risarcimenti di milioni di dollari alle vittime (il caso più recente può aver ricevuto fino a $ 200 milioni di danni dalla Vaccine Court). I tribunali negli Stati Uniti hanno pagato quasi $ 2 miliardi di danni finora.
32. È stato scientificamente provato che i vaccini non possono prevenire le malattie. Ancora non ne sappiamo abbastanza sul sistema immunitario umano e, pertanto, non dovremo interferire con esso. Secondo gli immunologi “il sistema immunitario è in grado di convertire una massiccia forza negativa tanto da far vergognare il diavolo”.
33. Non esiste un sistema per trattare le malattie da vaccino. I genitori devono correre da un ospedale all’altro. I tentativi da parte di medici altamente qualificati di tutto il mondo di trattare i bambini autistici attraverso interventi biomedici, come la fornitura di nutrienti essenziali, correzione della dieta, terapia iperbarica, stanare i metalli pesanti e le tossine dal corpo, ecc, sono state disapprovati e scoraggiati. I medici sono anche stati perseguitati perché tendono a scoprire che i vaccini sono la causa del danno.
34. La vaccinazione, essendo un programma medico di massa che viene accettata senza dubbio, diventa il trampolino di lancio ideale per il bioterrorismo. I paesi potenti possono diffondere epidemie letali semplicemente inquinando i vaccini con agenti biogenetici. Gli Stati Uniti hanno consegnato la ricerca sui vaccini ad un’unità di bioterrorismo chiamata BARDA che prende i comandi dal Pentagono.
35. ​​Un vaccino contro l’influenza aviaria è già stato messo a punto dal Pentagono per essere usato come agente di guerra biologica.
36. I vaccini sono utilizzati anche per garantire il controllo della popolazione. Un lotto di vaccino  del tetano è stato usato in molti paesi asiatici per rendere la popolazione femminile sterile. Ciò è stato fatto introducendo un ormone che induce gli anticorpi ad abortire il feto quando inizia a formarsi. In India, Saheli, una ONG che lotta per i diritti delle donne ha presentato un PIL contro questo fenomeno.
37. Il mercurio, è noto per interferire con il sistema endocrino e indurre la sterilità in maschi e femmine. Il Polisorbato-80, un altro ingrediente dei vaccini, è anche noto per provocare sterilità.
38. Per l’US Institute Of Medicine, la ricerca per un probabile legame tra vaccini e autismo non dovrebbe essere condotta. L’Istituto di Medicina nel suo ultimo rapporto sui vaccini e autismo del 2004, ha detto che ulteriori ricerche sulla questione vaccino è controproducente: “Trovare una predisposizione a questo rischio in alcuni neonati rimetterebbe in discussione la strategia di vaccinazione universale che è un fondamento dei programmi di immunizzazione e potrebbe portare ad un rifiuto diffuso dei vaccini”. L’IOM ha concluso che gli sforzi per trovare un legame tra vaccini e autismo “devono essere bilanciati con il più ampio beneficio del programma attuale dei vaccini per tutti i bambini”. Gli studi però, intrinsecamente parziali che cercano di confutare un legame tra vaccini e autismo, sono stati autorizzati e finanziati dal CDC. Il Coordinatore principale di molti di questi studi Dott. Paul Thorsen, è venuto recentemente alla ribalta nelle notizie per riciclaggio di denaro e appropriazione indebita in modo fraudolento di un pezzo enorme di fondi per la ricerca, incanalati verso questi studi mettendo in discussione la veridicità della conclusione raggiunta in questi studi. Lo studio CDC svolto dal dottor Thomas Verstraeten, sono stati manipolati come rivelato dagli attivisti di RTI. Infatti nella versione pubblicata dello studio non ci sono prove di un legame con l’autismo. Non è stato rivelato però, che il Dr. Verstraeten aveva lasciato il CDC per andare a lavorare da Glaxo, un produttore di vaccini.


Che cosa significa tutto questo? I neonati devono essere sacrificati al fine di perpetuare una procedura non scientifica? O stanno eseguendo l’agenda dello spopolamento mondiale voluto dai vari Rothschild e Rockfeller?   Questo articolo è stato pubblicato in CabalaScienza e contrassegnato come , da luniversovibra

venerdì 16 ottobre 2015

Della vaccino-mania… e dell’ essere coscienti (In questi giorni assistiamo a una propaganda mediatica pro-vaccino senza precedenti.)

In questi giorni assistiamo a una propaganda mediatica pro-vaccino senza precedenti.


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Il tono è allarmistico-aggressivo-offensivo-autoreferente-assolutistico. “Al rogo!” tutti coloro che pongono domande sull’utilità, le modalità, gli effetti collaterali e le ricerche indipendenti!
Nell’arena mediatica sempre affamata sono ammesse solo due squadre: quella Pro-vaccino e quella Contro-vaccino.
Ma non assistiamo mica a una partita di calcio!
E se facessimo il medesimo can-can sulle innumerevoli malattie in continua e preoccupante crescita nell’infanzia, come asma-allergie-sindromi neurologiche (sempre più varie)- diabete-tumori-spettro autistico-sindrome di iperattività e di disattenzione-cefalee-ansia e perfino depressioni?
E se ci fosse (e non c’è dubbio che ci sia) un rapporto stretto fra la massiccia soppressione delle malattie infantili febbrili, stili di vita assurdi, ben poco adatti a un sano apprendimento, alimentazione e l’insorgenza delle malattie croniche, mai viste in tale misura fino a pochi decenni or sono?
Vogliamo iniziare finalmente un confronto scientifico serio sul sempre più fragile stato di salute dei giovani adulti cresciuti a suon di vaccini e farmaci per ogni minimo sintomo immaginabile? Non sarebbe stato meglio studiare le malattie infantili in maniera approfondita per comprendere il loro senso biologico? Non sarebbe meglio vaccinare con maggiore cautela e intelligenza, e non tutti allo stesso modo, come se fossimo polli di batteria?
Sì, certo, è vero (e sento già il coro!) che possono perfino uccidere: ma sempre e solo soggetti predisposti, con patologie precedenti, già deboli, oppure prematuri, come succede del resto tutt’oggi, ma con dinamiche e patologie diverse, e non certamente perché sono in calo le vaccinazioni o perché la fantomatica “protezione del gregge” non copre più.
Una cosa è certa guardandosi intorno: siamo lontanissimi dal poter vivere tutti in piena salute fino a 100 anni di età, anche se ci viene assicurato come un “mantra-mediatico”, con tono futuristico, negli inserti del week-end dei nostri giornali quotidiani.
Chi ha radici contadine, sa bene che la qualità della mela, ad esempio, dipende dalla salute dell’albero, dalle sue radici e dalla qualità della terra.
La “salute” di una casa del resto dipende dalle sue fondamenta e dai materiali usati per la sua costruzione.
Ogni essere umano ha ottime probabilità di essere in buona salute e di reagire bene a eventuali malattie, solo se fin da piccolo è cresciuto in maniera sana: all’aperto, con cibo di qualità, in movimento, nel gruppo, e col gioco libero che genera le basi per l’auto-apprendimento.
Come mai i 20enni odierni sono spesso di salute molto più fragile dei 50enni?
Una vecchia regola medica dice che si può valutare la “salute di un sistema o stile di vita” soltanto al termine della terza generazione: 3 volte 33 anni di osservazione!
Dal punto di vista macroscopico abbiamo vinto forse le malattie infantili-le febbri-i batteri-qualche virus…, anche se dall’altra parte le morti per sepsi sono in aumento continuo (60.000 casi annui circa, soltanto in Italia). Dobbiamo forse attivarci per la creazione di vaccini innovativi anche contro i germi della sepsi!?
Sono i germi che sono sempre più cattivi… o siamo piuttosto noi stessi che siamo sempre più deboli!?
Sono veri entrambi i punti di vista…, e la loro miscela è micidiale.
Fatto sta che sarebbe meglio vivere in simbiosi con i micro-organismi, visto che la vita sul nostro pianeta è organizzata innanzitutto ‘in simbiosi’ (escluso l’uomo moderno che insiste sui combattimenti su tutti fronti). Nell’intestino ospitiamo l’esercito più sostenuto… finché non lo trattiamo a calci abusando di antibiotici, cortisone e cibo spazzatura (l’elenco sarebbe in realtà molto più lungo); o finché non ci giochiamo il preziosissimo Glutatione nel fegato (indispensabile antiossidante) con l’antipiretico paracetamolo somministrato in ogni tipo di occasione, non solo febbrile, ma perfino durante la dentizione, o quando piange un bambino la notte dopo la vaccinazione, o per dolori alle gambe durante la crescita.
E pensare che l’auto-immunizzazione (produzione di anticorpi) parte dalla notte dei tempi proprio dall’intestino stesso (microbiota/microbioma)! Ma dove è l’esercito di specialisti che difende gli intestini dei bambini dagli attacchi pericolosi, perfino quotidiani (abuso di farmaci, tossine ambientali, cibo spazzatura)?
Non amo polemizzare, ma certe volte serve per spingere il naso sul punto della questione.
A mio avviso è giunta l’ora di ri-vedere l’intero Sistema Salute (che è appunto un sistema, ovvero una “gigantesca rete di vita interconnessa”)… altrimenti arriveremo al punto che i meno-malati cureranno i malati gravi…, e i sanissimi saranno… mere eccezioni.
Ogni paziente in ospedale genera circa 1,5 kg. di rifiuti speciali al giorno… che vengono ovviamente inceneriti…, poi precipitano come nano-particellenell’ambiente, vengono respirati da tutti, bimbi inclusi… E finiscono depositati come spazzatura nel nostro ‘tessuto connettivo’ (la “base” della nostra immunità) creando i più svariati disordini immunologici (qui un interessante intervento del Prof. Franco Berrino).
Quale costo economico e sanitario avranno questi rifiuti sulla salute della comunità? Siamo sicuri che ci salvi Big-Pharma?
E quanta gente, che entra in ospedale, potrebbe essere curata più semplicemente e profondamente cambiando lo stile di vita completamente errato?

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Piuttosto di insistere sull’obbligo di vaccinare tutti in maniera standard proporrei di valutare a livello medico i seguenti punti, per nulla trascurabili o sostituibili con qualche mix di vitamine… per creare una società davvero più sana; un impegno, un lavoro che sarebbe da svolgere in coordinazione fra Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero dell’ Istruzione e di altri Ministeri affini:
-Aria pulita! (purtroppo un bel problema per certe regioni…)
-Acqua pulita di alta qualità per tutti (dal rubinetto… e dimenticare finalmente le bottigliette di plastica)
-Viveri di alta qualità, possibilmente biologici, stagionali, regionali, etici
-Scuole e Università che preparano corpo e mente alla vita in simbiosi con il nostro pianeta
-Grandi spazi aperti, verdi, ben organizzati nelle scuole e per il tempo  auto-gestito
-Luoghi di condivisione dove apprendere lavori manuali, per fare ri-nascere e per far evolvere i mestieri, base di ogni società equilibrata
-Luoghi dove praticare gli sport, soprattutto all’aperto
-Luoghi dove si imparano a conoscere le piante e l’agricoltura domestica
-Luoghi dove si suona, si condivide e si impara la musica (chi suona ripudia le guerre)
-Luoghi di inter-cultura dove ognuno dà il meglio di sè.

Queste proposte essenziali (vi sembreranno forse scontate!) generano salute individuale e sociale direttamente dalla radice dell’esistenza, prevengono soprattutto le malattie croniche, abbattono i costi sanitari, creano felicità, produttività e armonia.
In questo senso si potrebbero ottimizzare anche gli ospedali e i luoghi di cura, ma questo esula ovviamente da queste riflessioni…
Non ho poi in fondo elencato nulla che non si sappia già, e siamo già in tanti a sostenerlo. Per salvarci non dobbiamo certo inventare una medicina miracolosa nuova al mese: dobbiamo tornare soltanto e semplicemente al buon senso.
Sarebbe un primo passo verso il “paradiso terrestre”.
Il “male” sta nell’abisso fra ciò che sappiamo già… e fra ciò che facciamo nella realtà.
Ci serve serietà, volontà, coraggio, fede, spirito di collaborazione, amore per la vita,… con testa e cuore.
Nell’insieme questo si chiama co-scienza.

- Primum non nocere  (Ippocrate)
- Dovunque l’arte della medicina venga amata, c’è anche un amore per l’umanità  (Ippocrate)